J.S. BACH, L’ARCHITETTO DI CATTEDRALI di Davide Cortonesi

bach

Ho pensato di tenere per questo blog una rubrica di storia della musica classica, che attraverso articoli e video musicali, ripercorra a grande linee le tappe fondamentali della musica colta occidentale. Questa scelta comporta tuttavia il seguente dilemma: l’articolo di un blog per essere appetibile non può essere troppo prolisso, ma non deve neanche risultare banale negli argomenti trattati. Spero proprio di riuscire a trovare un giusto compromesso strada facendo.

Per prima cosa ho pensato ad una selezione temporale: partire dalla civiltà greca sarebbe sicuramente stato di buon auspicio per la durata del blog, ma avrei rischiato di non parlare mai di un tal Beethoven o di un certo Chopin che, rispetto all’Epitaffio di Sicilo, ritengo vagamente più interessanti per il nostro tipo di pubblico. Nulla toglie che, se l’iniziativa avrà lunga vita, si possa un domani fare un viaggio nel passato. Mi sono poi posto il problema del taglio e del tipo di argomento da affrontare volta per volta: vado per autore? Per stile? Per tipo di composizione? Ho optato per la prima delle ipotesi, riservandomi degli approfondimenti specifici ogni qual volta lo riterrò necessario, o mi verrà richiesto dai commentatori.

Da dove partire quindi e perché? La scelta è ricaduta su Johann Sebastian Bach (Eisenach, 1685 – Lipsia 1750). Mi direte, o forse no, e la Camerata de’ Bardi con la nascita dell’Opera teatrale in musica? Monteverdi, Frescobaldi, Corelli e tutti gli altri? Per il momento verranno orrendamente scavalcati in favore del “grande uomo” di Lipsia. Il perché è presto detto, in primis poiché così ho deciso e poco potete farci (le manie di onnipotenza date dal blog stanno prendendo ormai forma) e poi perché Bach si è conquistato un’universalità che va al di là di ogni connotato storico. Massimo Mila scrive al riguardo: più che innovatore e rivoluzionario, Bach è un «genio squisitamente assimilatore […] che si presenta a noi con la piena solennità, con l’autorità imponente di coloro che concludono un’epoca e tutti i caratteri ne assommano in sé, portandoli ad espressione perfetta e definitiva». Ed infatti egli praticò ogni sorta di forma musicale che era in voga al tempo, all’infuori del teatro. Su Bach sono stati scritti volumi immensi, ed è per questo che adesso mi trovo nell’imbarazzo della scelta. Le note biografiche potete trovarle facilmente sul web, a patto che nella ricerca scriviate oltre al cognome  anche il nome, poiché seppur risulta il più famoso compositore della sua stirpe, degli 86 Bach dell’albero genealogico, solo 9 non hanno seguito la carriera musicale. Al tempo il musicista era un mestiere da tramandarsi di padre in figlio, come poteva essere il falegname. Nel Barocco infatti la musica ha ancora una connotazione di tipo artigianale: siamo molto lontani da quelle “versioni d’ultima mano” intese come forma geniale dell’opera d’arte in sé compiuta tipica del Romanticismo. Per Bach e i suoi contemporanei continuare a lavorare su di un’opera finita è la regola, ed è una chiara indicazione della componente artigianale del mestiere di compositore.

Protagonista indiscusso del tardo Barocco, ostinato cultore del passato e scettico antimodernista, Bach viene contraddetto dalla propria personalità, la più rappresentativa di quell’epoca e, insieme, la meno allineata sulle posizioni dei contemporanei; quindi personalità eccezionale, al di fuori della norma, atipica. Si scopre così che il più grande dei figli di quel tempo è il meno noto e che il suo messaggio non fu letto se non da pochi. Bisognerà attendere gli inizi dell’800, con la “Bach-Renaissance”, per poter affrontare il problema della vita e dell’arte di Bach.

Ma come poter descrivere, in poche parole e senza addentrarsi in specifiche analisi il vastissimo repertorio bachiano? C’ho pensato molto e  credo che possa essere esemplificativo un parallelo tra il compositore e la figura artistica e professionale dell’architetto, o più specificatamente dell’architetto di cattedrali. La musica di Bach è infatti la miglior rappresentazione dell’unione fra arte e scienza. In essa si trova la forma, la struttura, la monumentalità, ma anche la sperimentazione, l’ornamentazione e la tendenza ascensionale verso il divino. L’atteggiamento morale di Bach non contraddice mai il credo luterano e, come afferma Alberto Basso: «il testo musicale è sempre determinato da un rigoroso interesse speculativo e governato da un tenace ésprit de géométrie, simbolo di ordine e di saggezza, specchio di un’intelligenza privilegiata e di una condizione umana edificante». Questo tipo di atteggiamento fa sì che il compositore non faccia distinzioni fra opera sacra e profana, fra musica vocale e strumentale, fra teoria e prassi. I mezzi, gli stilemi, i materiali, le situazioni, gli strumenti di lavoro sono i medesimi,  ma vengono poi trasformati sotto l’impulso espressivo, dando vita a ciò che pare concepito in astratto e adattabile a tutti gli usi. Anche per questo motivo, riferendosi a Bach, si è parlato spesso di musica “assoluta”.

Trattando appunto di musica, ancor più delle parole, sono importanti gli ascolti, vi invito dunque a seguire negli articoli seguenti i video musicali di alcune delle opere di questo grande compositore.

 

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