UN’OPERA D’ARTE AL MESE: LA MADONNA DI LORETO DI CARAVAGGIO di Michele Piattellini

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Che Michelangelo Merisi sia stato in realtà due persone totalmente diverse è oramai un dato di fatto.Se da una parte,infatti, abbiamo lo straordinario artista il cui fuoco divampo’ per tutta l’Europa dei primi del Seicento,dall’altra troviamo invece l’assassino ,lo scomunicato,il reietto.Caravaggio nacque a Milano il 29 settembre 1572 e già a dodici anni la madre,intuendone il talento,lo mando’ ad imparare il mestiere alla bottega del Pederzano.Dopo l’apprendistato lombardo il giovane Michelangelo decise che fosse pronto per diventare il grande artista che poi fu e,per questo motivo, si trasferi’ a Roma luogo in cui comincia la storia del Caravaggio pittore di fama mondiale.Fondamentali nel suo percorso furono la frequentazione con il cardinal Dal Monte e il Cavalier D’Arpino che lo inserirono nell’ ambiente e gli procurarono le piu’ importanti commesse dell’epoca.Tra queste spicca senza ombra di dubbio la Madonna di Loreto,una delle opere piu’ alte di tutta la produzione caravaggesca.La grande tela situata nella cappella Cavalletti in Sant’ agostino a Roma raffigura un tema classico a cui pero’ Caravaggio toglie quella vena idealizzante che fino ad allora era stata data alla scena immettendola in un contesto piu’ che mai reale.Se,infatti,la Madonna incarna come da tradizione la Chiesa Cattolica,che accoglie i penitenti,offrendo loro la possibilita’ di redenzione,essa è per la prima volta rappresentata come una qualsivoglia donna della porta accanto,terrena,concreta,reale.Possiamo vedere,infatti,la Vergine appoggiata all’uscio di casa ai cui piedi inginocchiati ed in preghiera sono posti due pellegrini.Essi sono stati riconosciuti come Ermete Cavalletti,committente dell’opera’ e la madre o cmq una persona di famiglia.Grande scandalo procuro’ il fatto che una delle due figure inginocchiate avesse i piedi sporchi:era inammissibile un tale azzardo nella Roma del seicento.Per capire la straordinaria originalità di quest’opera,una mostra di un paio di anni fa fu a mio avviso molto esplicativa nel mostrare le  differenze che c’erano tra la rivoluzionaria visione caravaggesca e quella classica che aveva in Carracci il suo campione.L’esposizione dal titolo “Roma al tempo di Caravaggio”,infatti, si apriva proprio con il confronto tra il Merisi e Annibale Carracci.Due protagonisti assoluti che svilupparono e perfezionarono in quegli anni i fondamenti,opposti,del loro modo di dipingere.Annibale elaboro’ una pittura classicista di ispirazione raffaellesca,basata su una rappresentazione di realtà idealizzata ed emendata da ogni crudezza;Caravaggio ,dal canto suo,uno stile naturalistico impiantato sulla raffigurazione della realtà cosi’ come appare,senza alcuna idealizzazione.E’questa una novità rivoluzionaria.Esemplare,per capire le differenza tra i due sommi artisti,è proprio il confronto inedito,tra due dei loro massimi capolavori,eseguiti negli stessi anni e raffiguranti il medesimo soggetto:la Madonna di Loreto.Un confronto che ,da solo,vale piu’ di mille parole per le differenze abissali che caratterizzano i due straordinari dipinti.

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