G.F. HAENDEL, ARIODANTE

Ingiustamente trascurato fino a tempi recenti, dalla metà degli anni Novanta del Novecento l’Ariodante di Haendel è entrato a far parte dei teatri d’opera di tutto il mondo. Al personaggio che dà il titolo all’opera (la cui parte fu scritta per il celebre castrato Giovanni Carestini), vengono affidati un’aria di un’intensità straziante, Scherza infida, e un paio di momenti di puro virtuosismo, Con l’ali di costanza e Dopo notte, che lasciano senza fiato.

Ambientata a Edimburgo, l’opera narra la vicenda del principe Ariodante e della sua promessa sposa Ginevra, figlia del re di Scozia. Per mezzo di un elaborato raggiro e con la complicità di Dalinda, dama di compagnia di Ginevra, Polinesso riesce nell’intento di far credere ad Ariodante di godere anch’egli dei favori della principessa. Ariodante, che è stato visto gettarsi da una scogliera, viene creduto morto, mentre Ginevra è condannata a morte (come da tradizione) a causa delle calunnie sulla sua supposta immoralità. Polisseno, tuttavia, ferito a morte in un duello, confessa il suo raggiro prima di spirare; Ariodante e Ginevra possono finalmente riunirsi.

“Scherza infida in grembo al drudo”

“Con l’ali di costanza”

“Dopo notte, atra e funesta”

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