G.F. HAENDEL, CONCERTI GROSSI OP.6

Haendel compose questi dodici Concerti Grossi in poco più di un mese, un tempo sorprendentemente breve. La maggioranza dei 62 movimenti era inedita, mentre le poche musiche riprese confermano il principio secondo cui un buon brano merita di essere riutilizzato. Le prove che l’autore abbia modellato i suoi Concerti sulla precedente op. 6 di Corelli, dal quale fu molto influenzato quando si trovava in Italia, sono evidenti. L’orchestrazione è la stessa: due violini e un violoncello solisti che dialogano con un’orchestra più ampia. Dal punto di vista strutturale, essi sono formati da quattro o più movimenti, in contrasto con la forma “moderna”  a tre movimenti di Vivaldi. I Concerti Grossi si rifanno anche a diverse tradizioni nazionali: i loro movimenti comprendono un’ouverture francese, danze con nomi francesi e italiani, e una hornipipe inglese.

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