UNA PAROLA PER OGGI di Fausto Jannaccone

grot

 

Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma: motivi decorativi a Grottesche – Monastero di S.Anna in Camprena – 1502

 

GROTTESCO

da grotta, si disse in origine degli arabeschi, a imitazione di quelli che sono stati trovat negli edifici antichi seppelliti sotto terra, e cioè nelle cripte o grotte antiche.
Per estensione dalla idea di fantastico, irregolare, che è nel significato precedente, si applicò alle figure, che fanno ridere offendendo o contraffacendo la natura in una maniera bizzarra, ed è divenuto sinonimo di ridicolo, bizzarro, stravagante.
• agg.
1 Bizzarro, deforme al punto da risultare ridicolo: figura g.
2 Paradossale, innaturale; stravagante, eccentrico: personaggio g.
• s.m. (solo sing.)
1 Situazione e sensazione che scaturiscono da ciò che è strano, paradossale: vicenda che ha del g.
2 In letteratura, aspetto del comico che deriva da uno squilibrio voluto tra gli elementi di una rappresentazione
• avv. grottescamente, in modo g.

Quando un giovane romano cadde accidentalmente in una fessura sul versante del colle Oppio nel 1480, si ritrovò in una strana grotta, piena di figure dipinte. Ben presto i giovani artisti romani presero a farsi calare su assi appese a corde per poter vedere loro stessi. Gli affreschi scoperti allora sono ormai sbiaditi in pallide macchie grigie sul gesso, ma l’effetto di queste decorazioni grottesche, per l’appunto, furono elettrizzanti per l’intero Rinascimento. Quando il Pinturicchio, Raffaello e Michelangelo s’infilarono sotto terra e furono fatti scendere lungo dei pali per poter studiare queste immagini, ebbero una rivelazione di quel che era il vero mondo antico.
Le grottesche erano utilizzate nell’antichità e dopo il ritrovamento di queste decorazione nella Domus Aurea di Nerone (1480), sotto pretesto della imitatio antiquitatis, vennero riproposte.
Pittori illustri come Filippino Lippi, il Pinturicchio, Amico Aspertini e il Sodoma furono tra i primi a utilizzare queste frivolezze antiche ma con rapidità: il pressappochismo con il quale questi artisti s’accostavano alla decorazione tradiva una certa smania di sfruttare il prestigio di un modello antico. Fu l’equipe di Raffaello Sanzio ad effettuare una vera e propria riforma di questo genere aumentando così il numero di richieste da parte dei committenti e arrivando inevitabilmente alla monotonia della pratica.

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