G.F. HAENDEL, MESSIAH

Secondo alcune indiscrezioni, verso la fine del 1740, Haendel, il più celebrato tra i talenti stranieri che arricchirono le file dei compositori inglesi, stava considerando l’ipotesi di lasciare l’isola. Il suo repentino successo in ambito teatrale sembrò incrinarsi per i cambiamenti nel gusto del pubblico nonché per la rivalità di un’altra compagnia affacciatasi sulla scena operistica inglese. Sarebbe stato l’intervento del mecenate e letterato Charles Jennens a convincere il compositore tedesco a tornare alla forma dell’oratorio. Jennens propose a Haendel un progetto in un certo senso rivoluzionario: un ambizioso oratorio in tre parti, basato sia sul Vecchio che sul Nuovo Testamento, che sviluppasse una grandiosa narrazione in grado di accorpare tutte le principali celebrazioni dell’anno liturgico cristiano. Malgrado la rapidità col quale fu composto, il Messiah è un oratorio magnificamente articolato, il cui ampio respiro non reca tracce di una scrittura frettolosa; in Inghilterra divenne in breve tempo un’icona nazionale.

He Shall Feed His Flock

He was despised

I know that my redeemer liveth

Oh Thou That tellest good tidings

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