A. VIVALDI, GLORIA

Il Gloria (RV 589) di Antonio Vivaldi è tornato a fare parte del repertorio dei gruppi corali fin dalla sua riscoperta nel 1939. I ritmi trascinanti del coro iniziale, il fascino lirico del duetto Laudamus te e i leggiadri oboe e soprano del Domine Deus concorrono a renderlo uno dei lavori sacri più interessanti. Scritto per le fanciulle dell’Ospedale della Pietà di Venezia, presenta cori a quattro parti, in cui, a volte, le due più basse sono indicate come “tenore” e “basso”. Ciò solleva un’affascinante quesito: chi eseguiva effettivamente i cori? Alcuni teorici hanno fatto notare che durante l’adolescenza le ragazze possono sviluppare voci particolarmente profonde e dunque, dato che a quel tempo a Venezia la tonalità era regolata su un timbro più alto rispetto a gran parte d’Europa, i cori potrebbero essere stati eseguiti proprio da loro. Un’alternativa più realistica consiste nell’eseguire le parti “maschili” un’ottava sopra.

Laudamus te – Gratias agimus tibi

Domine Deus

Cum Sancto Spiritu

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