A. VIVALDI, L’ESTRO ARMONICO

Vivaldi compose più di cinquecento concerti , molti dei quali per le sue talentuose allieve, e ne definì la struttura formale che successivamente divenne la norma compositiva del genere. Gran parte dei concerti è organizzata in tre movimenti, veloce-lento-veloce. Il primo e l’ultimo tempo prevedono la forma-ritornello, costituita da un’esposizione eseguita da tutta l’orchestra a cui si alternano parti soliste e brevi riprese della sezione iniziale. I movimenti lenti consistono spesso in espressive melodie articolate come arie. I dodici concerti de L’estro armonio esercitarono una notevole influenza; la loro pubblicazione ad Amsterdam, nel 1711, ne favorì un’ampia diffusione in tutta Europa. Bach stesso ne trascrisse cinque per clavicembalo e uno per organo. L’opera è divisa in quattro sezioni: a un concerto per quattro violini ne segue un altro per due e, infine, una per strumento solista; all’interno di questa struttura, una tonalità maggiore è sempre seguita da una minore, una sorta di “levare” che conduce alla tonalità successiva, di nuovo in maggiore.

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