D. SCARLATTI, L’ECCELLENZA ITALIANA AL CLAVICEMBALO di Davide Cortonesi

scarlatti

Chiudiamo il periodo Barocco con un breve ma significativo cenno ad un altro illustre italiano affermatosi nel panorama musicale dell’epoca. Domenico Scarlatti (Napoli, 1685 – Madrid, 1757) è il terzo grande Autore nato nel fortunato anno 1685. Come Haendel e Bach scrive bellissima musica religiosa e come loro si dedica al clavicembalo, strumento che porta a un livello tecnico-espressivo straordinario per l’epoca, tanto da anticipare la futura tecnica pianistica. Già a 20 anni Domenico doveva avere doti pronunciate se il padre Alessandro, in data 30 maggio 1705, lo raccomanda a Ferdinando de’Medici con queste parole: “mio figlio Domenico è l’aquila a cui son cresciute le ali…”. La scrittura strumentale di Scarlatti è leggerissima e nello stesso tempo tenace, arditissima per la tecnica e l’agilità che richiede. L’invenzione tematica è inesauribile, l’armonia nuova fino alla temerità nell’uso delle dissonanze.  Considerato il più grande clavicembalista italiano e uno dei due o tre maggiori di ogni tempo, Scarlatti è studiato e ammirato da Haendel, Clementi, Beethoven, Chopin e ancor oggi dai contemporanei.

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