F.J. HAYDN, QUARTETTI PER ARCHI OP. 76

La raccolta di composizioni indicate come op. 76 rappresenta l’apice della produzione quartettistica di Haydn, il quale dimostra un’estrema sicurezza nell’utilizzo di questa forma con sei brani estremamente diversi tra loro. Composti per essere eseguiti in concerti pubblici, sono più estroversi dei quartetti dell’op. 64 e anche più sperimentali rispetto ai lavori precedenti: benché sia chiamato minuetto, il terzo movimento di questi brani è diventato uno Scherzo, la cui essenza spazia dal puro dramma del n. 1 ai rustici ritmi popolari del n. 2 e del n. 4. I movimenti lenti sono particolarmente curati, policromatici come gemme e spesso sorprendentemente semplici. Dal tema del movimento lento del quartetto soprannominato “L’imperaore” (n. 3) scaturiscono variazioni dal flusso creativo inarrestabile.

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