W.A. MOZART, CONCERTO PER PIANOFORTE N. 9

Il Concerto per pianoforte n. 9 (K271) potrebbe a ragione essere proclamato il primo grande capolavoro di Mozart. Come si addice a un’opera che segna l’ingresso nella “maturità” musicale di un artista, fu composto nello stesso mese in cui Mozart compì ventuno anni: il gennaio 1777. Dal Concerto traspare la sicurezza del musicista nello sperimentare forme e stili. La sezione centrale è costituita da un intenso Andantino che ricorda un’aria dell’opera seria, a cui i violini, smorzati dalla sordina, conferiscono un carattere intimo e appassionato. L’incalzante Rondò conclusivo, per contro, esplode nella gioia di vivere caratteristica dell’opera buffa. Ma Mozart possiede un ultimo asso nella manica: l’energica musica si interrompe bruscamente e subentra un minuetto di tutt’altra natura, il cui elegante tema cantabile è ancora più magico poiché totalmente inaspettato. L’intermezzo si conclude altrettanto improvvisamente e riprende l’effervescente tema del Rondò che si protrae fino alla conclusione.

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