AFTERHOURS@Sonar live, 11/5/2013 – di Francesco Panzieri

PANZ

Con il “tutto esaurito”del Sonar di Colle Val d’Elsa gli Afterhours di Manuel Agnelli concludono un trionfale club tour che ha percorso tutti i locali più rappresentativi del cuore rockettaro dello Stivale.
La band emblema del panorama rock indipendente degli ultimi 20 anni è sicuramente il regalo più bello che la compagnia B-Side potesse fare ai suoi appassionati per concludere una stagione musicale di alto livello.
Si presentano in completo bianco, Manuel Agnelli cantante e chitarrista, Xabier Iriondo a tormentare chitarra elettrica, tromba e congegni elettrici, Giorgio Ciccarelli chitarrista polistrumentista, Roberto Dellera basso e seconda voce, Rodrigo D’Erasmo a pizzicare o disegnare melodie distorte col violino e Giorgio Prette alla batteria.
L’inizio e’ affidato a cavalli di battaglia dei loro album piu’ celebrati: “Hai paura del buio?” e “Ballate per piccole iene”. “Veleno”, “Elymania”, “Male di miele”, “Il sangue di giuda” e “La sottile linea bianca” infiammano subito l’ambiente perche’ rispondono alle caratteristiche che hanno fatto del gruppo un esempio da imitare: testi crudi, melodie malate, suoni violenti, ritornelli da cantare di pancia come in “Bungee jumping”, stavolta da “Non è per sempre”. Piacciono molto anche le canzoni dell’ultimo album, “Padania”, premiato dalla critica italiana ed europea, molto sperimentale e concettuale (“Spreca una vita”, “Ci sarà una bella luce”, “Io so chi sono”, “nostro anche se ci fa male”, l’inno “Padania”), anche se il muro di suono, corposo e poderoso, di quest’ultimo, si adatta maggiormente ai grandi spazi delle arene e dei palazzetti, piuttosto che all’acustica del piccolo e basso locale di Gracciano.
Agnelli, Iriondo e compagni non si risparmiano, spaziando da “1.9.9.6.”, dedicato a “Papa Ciccio”, a “Tutto domani”, “Varanasi baby”, “Il mio ruolo”, “La sinfonia dei topi”, “Musicista contabile”, “Tutti gli uomini del Presidente”, fino alla splendida “La vedova bianca”, cantata all’unisono da tutto il locale. La performance del chitarrista di origini basche e’ come al solito uno show nello show, di abilità (come quando suona insieme la tromba e la chitarra) e capacità teatrali, mentre il frontman dimostra un’ottima forma vocale, ma deve combattere per tutta la seconda parte del concerto con problemi tecnici al pedale della chitarra elettrica. Questo prolunga un po’ la durata del concerto e li costringe a cambiare la scaletta e ad inserire due brani inediti in inglese.
Il set finale prevede la bellissima “La terra promessa si scioglie di colpo”, ballata finale di “Padania”, “Bye Bye Bombay”, ed infine “Voglio una pelle splendida”, capolavoro insuperato.

Nel complesso un gran bel concerto, un evento storico per la musica dal vivo in provincia di Siena e per il Sonar: nella stagione “al chiuso” è difficile vedere da queste parti gruppi del livello degli Afterhours, che ora, terminato il club tour, partiranno alla volta dell’Europa per alcune date e per rappresentare il rock italiano allo Sziget Festival di Budapest, dove saranno in compagnia di Blur, Editors, Skunk Anansie, Ska-P e molti altri.

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