W.A. MOZART, CONCERTO PER PIANOFORTE N. 21

Mozart amava produrre coppie di lavori che in genere risultavano collegati ma presentavano comunque contenuti distinti e in contrasto tra loro. L’ultimazione del Concerto per pianoforte n. 21 (K467) nel 1785 avvenne da un solo mese di distanza dal precedente in re minore (K466) e, nonostante i due brani condividano coerenza sinfonica e creatività strutturale e siano orchestrati per il medesimo organico (corni, trombe e timpani), essi non potrebbero risultare più differenti per impatto drammatico.

Più potente e fresca è la sensualità del K467, anche dopo molti ascolti, che si corre il rischio di non apprezzarne a sufficienza l’originalità di equilibrio formale e sostanziale. La sua enorme popolarità deriva dal carattere del movimento centrale in fa maggiore, un sognante Andante, nel corso del quale la melodia romantica si sviluppa attraverso un lirismo mai raggiunto nelle composizioni precedenti, sebbene qualcosa di simile già si presagisca, per esempio, nell’Andante in re maggiore del K216 (Concerto per violino in sol maggiore).

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