MUSICA IN CITTA’: SIENA BATTE UN COLPO – di Francesco Panzieri

E se a Siena cominciasse a suonare un’altra musica? In un mio intervento precedente auspicavo una primavera-estate in cui si potesse assistere ai primi segnali di “disgelo” di una situazione cittadina totalmente stagnante. Stagnante persino a dispetto delle numerose risorse ed energie di cui la città dispone, specialmente in campo culturale.
Ora, e’ un fatto che, dal momento in cui si è messa in moto la “macchina” della candidatura a Capitale Europea della Cultura 2019, si sia creato un circolo virtuoso di iniziative culturali di varia natura che certamente non potranno che giovare ad un’economia cittadina in carenza di ossigeno, ma che soprattutto hanno il merito di aprire strade nuove, ancora non percorse, o forse percorse con scarsa convinzione.
Nel campo dell’intrattenimento musicale, che è Cultura in maiuscolo, sono da evidenziare due novità essenziali.
La prima e’ legata ad un evento, il “Radio Cinque Day”, organizzato il 18 maggio scorso dall’omonima emittente cittadina. In pieno centro, piazza Tolomei, hanno suonato le migliori rock band cittadine, per lasciare poi il palco a Maurizio Vandelli, storico frontman degli Équipe 84. I concerti erano totalmente gratuiti e l’iniziativa ha riscosso un grande successo, nonostante il tempo perennemente incerto. Merito principale degli organizzatori e’ stato il coraggio di portare avanti l’idea di far suonare musica in città, la musica preferita da loro, senza affidarsi a babbi e babboni, ricercando per conto proprio sponsor e finanziamenti. Magari la prossima iniziativa avrà ancora più risonanza, la strada e’ aperta..SienaandStars
Forse ancora più importante e’ la seconda novità: una rassegna musicale estiva finalmente degna di tale nome, “Siena and Stars”. Suoneranno in piazza del Duomo, fra il 10 luglio ed il 2 agosto, artisti di nome come Pino Daniele e Mario Biondi, Marco Mengoni, Ludovico Einaudi, i Baustelle, l’orchestra Buena Vista Social Club, il tutto costellato da spettacoli e concerti jazz gratuiti. Credo che questa sia la formula giusta: grandi nomi, grandi artisti, ma a pagamento. Che possano richiamare gli appassionati e creare un evento, ma che tale evento non gravi sulle casse del comune e quindi sui cittadini. Coloro che vogliono assistere ai concerti saranno ben felici di finanziare tali iniziative, che d’altra parte saranno recepite con una maggiore disponibilità dal resto della città. Oltre alla “line up” variegata e di alto livello, la rassegna ha una durata ed una collocazione di tutto rispetto, e questo attirerà un numero maggiore di visitatori, magari per diversi giorni (giovando al settore turistico-alberghiero ed agli esercizi commerciali), rispetto a formule sì gratuite, ma sporadiche (per ovvie esigenze finanziarie) come “la città aromatica” ed i “capodanni”…
Si va contro tendenza, poiché i festival estivi in Italia sono sempre più in difficoltà finanziaria, costretti a barcamenarsi tra sponsor e crowdfunding ( finanziamenti da parte di sottoscrittori volontari che a Siena conosciamo bene..), ma con artisti che hanno sempre più bisogno di suonare, vista la crisi irreversibile del disco.
Ecco che, forse, la formula “artista di nome e con seguito-ingresso a pagamento-eventi culturali collaterali” può rivelarsi quella più adeguata per la nostra città, e magari contribuire ancora di più a sdoganare eventi musicali “liberi” come il “Radio Cinque Day” e non concessi paternalisticamente come un regalo ai cittadini da parte del comune.

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