MADEINFILANDIA

 

invitoMIF2013

4/5/6 ottobre

 

 

MADEINFILANDIA è un progetto di micro residenza artistica che ha luogo presso la Filanda di Pieve a Presciano (AR), un esempio di archeologia industriale del XIX secolo, e che vede tra i suoi fondatori Luca Pancrazzi, Claudio Maccari, Elena El Asmar e Loris Cecchini.

È UN LUOGO INVENTATO DA ARTISTI PER COSTRUIRE OCCASIONI DI APPROFONDIMENTO DIRETTO DELL’ARTE E DI LORO STESSI.

 

Dal 4 al 6 ottobre 2013 avrà luogo la quarta edizione della convivenza tra artisti, con nuovi invitati e nuovi progetti specificatamente pensati in relazione agli spazi, agli orizzonti e all’esperienza di condivisione. Tre giorni aperti al pubblico in cui si potranno apprezzare letture, performance, incontri, banchetti, oltre all’abituale percorso tra lavori e installazioni permanenti ed effimeri.

 

La prima edizione di Madeinfilandia ha avuto luogo nell’ottobre 2010 e da quel momento si sono susseguiti vari appuntamenti, anche fuori dalla Filanda, oltre, naturalmente, alla seconda e terza edizione dell’ottobre 2011 e 2012.

Convivenza e convivialità, luogo di ristoro, festa dell’arte, del fare e del pensiero, di scambi e di storie, Madeinfilandia è, principalmente, un progetto autofinanziato e sostenuto dalla generosità degli artisti e degli amici che vi partecipano, garantendone così la completa autonomia.

Gli artisti invitati appartengono spesso a differenti generazioni e contesti. Approdano in Filanda per un incontro, anche casuale, là dove s’intravede una possibile e comune modalità, del dirsi e del dare, nel rispetto umano e intellettuale, in totale assenza di committenza o di curatore: la libertà e il confronto sono di sicuro gli elementi determinanti.

 

Il progetto Madeinfilandia è la prova che i luoghi d’arte possono esistere indipendentemente dai luoghi deputati, dalle geografie forti e dalle dinamiche del potere curatoriale. Il tema è “made in Filandia”, gli artisti lavorano costruendo nuovi paradigmi legati alla generosità e alla costituzione di regole di gioco, per godere appieno della libertà disponibile.

 

Le opere che si articolano all’interno e all’esterno della ex fabbrica sono il risultato di una residenza volta a stabilire una nuova condivisione dello spazio, per riflettere sul concetto di lettura e pratica dell’arte.

 

L’archeologia industriale dell’edificio, ospitata a sua volta perfettamente dal paesaggio e dalla storia del luogo che ha contribuito ad arricchire, indica la possibilità di intrattenere progetti inseriti con autorità in contesti protetti o da proteggere senza per questo rischiare rigetti organici.

 

Così, la Filanda, da luogo geografico identificato sulle mappe catastali italiane, si costituisce Stato di Filandia e ospita questa speciale popolazione che elabora e collabora, dando adito ad una nuova identità generata, a sua volta, dalle identità che vi partecipano.

Saranno ospiti, quest’anno, gli artisti:

 

Adalberto Abbate, Bruno Baltzer, Leonora Bisagno, Vincenzo Cabiati, Tiziano Campi, David Casini, T-Yong Chung, Gaetano Cunsolo, Marta Dell’Angelo, Oliver Geils, Francesco Lauretta, Claudia Losi, Luigi Presicce, Pierluigi Pusole, Virginia Zanetti, Stefania Zocco.

Si vedrà inoltre la partecipazione, con progetti speciali e performance, di Michelangelo Consani, Loredana Longo, Concetta Modica, Oh Petroleum, Vera Pravda, Sophie Usunier, Eugenia Vanni.

 

I tre giorni dell’inaugurazione saranno arricchiti da un ciclo di conversazioni attorno al viaggio a cura di Pietro Gaglianò.

 

La documentazione video dell’evento sarà seguita da Egle Prati per Talking Art.

 

Nei mesi successivi sarà stampato il catalogo che documenterà lo svolgersi degli eventi durante le fasi della manifestazione per l’edizione Gli Ori. Il catalogo verrà presentato in luoghi diversi, primo fra tutti la Fiera d’Arte di Bologna nel Gennaio 2014, Gli Ori Editori.

 

 

Gli artisti approdati alla Filanda dal 2010 ad oggi:

 

Daniele Bacci, Francesca Banchelli, Luca Bertolo, Primoz Bizjak, Pierluigi Calignano, Chiara Camoni, Pietro Capogrosso, Sauro Cardinali, Francesco Carone, Fabio Cresci, Antonio Catelani, Loris Cecchini, Marco Cianciotta, Michelangelo Consani, Mario Consiglio, Vittorio Corsini, Cinzia Cozzi, Michele Dantini, Degal, Martina Della Valle, Mario Dellavedova, Daniela De Lorenzo, Flavio De Marco, Rolando Deval, Paola di Bello, Nathalie Du Pasquier, Elena El Asmar, Paolo Fabiani, Carlo Fei, Orietta Fineo, Serena Fineschi, Irene Fuga, Federico Fusi, Daniele Galliano, Bernardo Giorgi, Michele Guido, Helena Hladilova, Hanako Kumazawa, Yuki Ichihashi, Christiane Löhr, Loredana Longo, Claudio Maccari, Andrea Marescalchi, Amedeo Martegani, Jacopo Mazzetti, Alessandro Mencarelli, Jacopo Miliani, Concetta Modica, Andrea Montagnani, Massimo Nannucci, Maurizio Nannucci, Nero, Giovanni Ozzola, Pierpaolo Pagano, Cristiana Palandri, Luca Pancrazzi, Pantani-Surace, Paolo Parisi,  Robert Pettena, Steve Piccolo, Luca Pozzi, Vera Pravda, Fabrizio Prevedello, Francesco Pucci,  Anja Puntari, Marco Raparelli, Giacomo Ricci, Davide Rivalta, Pedro Riz’à Porta, Gak Sato, Serse, Gianluca Sgherri, Namsel Siedlecki, Studio ++, Sophie Usunier, Eugenia Vanni, Enrico Vezzi, Tayu Vlietstra, Regan Wheat.

 

 

 

Madeinfilandia

Loc. Filanda, Via Migliari

Pieve a Presciano

52020 Pergine Valdarno (AR)

+39 0575  897183

info@madeinfilandia.org

madeinfilandia@gmail.com

www.madeinfilandia.org

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La recensione di oggi: VIA CASTELLANA BANDIERA di Emma Dante – di Michele Iovine

viacastPresentato in concorso alla 70a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ‘Via Castellana Bandiera’ è il film d’esordio della regista teatrale Emma Dante. C’era grande curiosità intorno a questa pellicola, sia perché si trattava di un’opera prima e poi perché i film italiani al Lido sono sempre molto attesi nella speranza di avere qualche segnale di risveglio da parte del nostro cinema, anche se non trovano mai facile terreno di conquista. Il Festival è sempre una prova ardua da superare per i nostri autori e sono molti i registi, anche con un curriculum importante alle spalle che spesso hanno abbandonato la kermesse con molte critiche negative, tanto da voler, in certi casi addirittura, rinunciare a ripresentare un proprio film. E’ un viziaccio tipicamente italiano quello di essere sempre esageratamente critici e crudeli verso se stessi e ciò che ci rappresenta, però non è questo il caso. Emma Dante firma una grande pellicola, un mirabile affresco di uno spaccato sociale italiano che ha la capacità di trasformarsi in corso d’opera in un progetto di più ampio respiro, in una metafora della condizione generale in cui versa il nostro paese, bloccato e assolutamente non in grado di andare avanti. La storia è semplice: due auto, con alla guida due donne, Rosa (Emma Dante) e Samira (Elena Cotta), si ritrovano a dover attraversare lo stesso tratto di strada in mezzo alle case, in una zona ai margini di Palermo tra il mare e la montagna, ma la via è troppo stretta perché entrambe le macchine vi possano transitare nei due sensi di marcia. Nessuna delle due protagoniste vuole retrocedere o cedere il passo all’altra, fino ad arrivare ad un tragico epilogo. La storia che Emma Dante porta sullo schermo acquista fin da subito una vocazione che va oltre il singolo dato di fatto, oltre l’episodio rappresentato. La storia si erge pian piano come una sorta di metafora sociale non tanto di una zona geopolitica ben definita del nostro territorio, quanto piuttosto di una condizione che riguarda l’intero italico paese, dove l’ambizione personale e il mito supremo dell’individualismo dominano incontrastati nei confronti del processo di coesione sociale che dovrebbe essere alla base di una società sana e libera. Ognuna delle due donne al volante non ha mai intenzione di arrendersi, entrambe marcano il proprio territorio come le bestie facendo pipì sulla strada, si sfidano a colpi di sguardi, vigilano costantemente l’una sull’altra. Dall’altra parte, l’ambiente umano intorno a loro, non cerca mai di trovare una soluzione ragionevole per sistemare la vicenda, ma vede in questo episodio un’occasione per trarne un profitto economico, scommettendo su chi delle due cederà prima. Il film cresce mano a mano che va avanti e riesce, partendo dal particolare, a lanciare un messaggio di allarme universale per quanto riguarda la condizione umana nella sua interezza, sempre più guidata dalle logiche egoistiche del profitto e della speculazione che hanno soppiantato definitivamente ogni valore morale e di cooperazione tra esseri viventi.

Il finale della pellicola poi è stupefacente. L’esordiente regista siciliana riesce, con un’unica inquadratura, a racchiudere il senso dell’intera operazione da lei magistralmente condotta e portata avanti fin lì, svelando allo spettatore che in realtà c’è spazio per tutti in questo mondo, ma ciò dipende solo ed esclusivamente dal nostro modo di vedere le cose. Supremo.