LEVIAMO L’ANCORA PER UN NUOVO VIAGGIO – di Fausto Jannaccone

“Cantami, o Diva del Palide Wunderbar

l’aria di festa che infiniti addusse

ludi agli Senesi, molte anzitempo ad Orfeo

generose coinvolse opere d’eroi, e di uomini e d’augelli sapido canto

lor carmi recitò (così di Giano/ l’alto consiglio s’adempia), da quando

primamente disgiunse amara tela

il sonno dei molti e della Diva Siena.”

 buongoviade

Nove mesi or sono salpammo con una nave chiamata Wunderbar, in nove prodi, verso un mare aperto e sconosciuto, fatto di bonacce, venti ribaldi, tempeste e variopinti fondali inesplorati.

Il primo porto cui approdammo fu quello che ci scoprì l’omerica Odissea cantata con i fumetti; così Omero ancora riprendo, e deturpo, in questa invocazione mutuata dal proemio dell’Iliade.

L’Odissea fu scelta per l’allegoria a noi cara dell’eroe errante, ovvero viaggiatore in mano al fato, e capace di errori per la sua umana realtà.

Ora invece richiamo l’Iliade, l’altro poema epico: questo non di viaggio tratta, ma di una sanguinosa, interminabile, estenuante guerra ai piedi delle mura di un’antica città, scatenata dall’amore, che in troppi provavano, per una donna, incarnazione della bellezza.

Siena per me oggi è Elena e Troia al tempo stesso.

La bellezza per cui mille navi presero il mare, l’inafferrabile rocca che antiche alte mura chiudono e difendono. Se non con l’inganno.

Se la Diva Musa Siena ci prenderà per mano e ci condurrà sicuri durante questo inverno, noi proveremo, quasi arcadici pastori e non certo dalla cima del Parnaso, a cantare del mondo la bellezza, e la bruttezza, perché no.

Canteremo gesta lontane, nello spazio e nel tempo, celebreremo eroi locali e stranieri, ma cercheremo sempre di essere per voi aedi e di intrattenervi con i nostri racconti, e farvi nostro fedele ed appassionato pubblico; ancora una volta, come già abbiamo provato a fare in questa prima piccola parte della nostra vita, quella primavera 2013 che ci è servita quale banco di prova e misura su cui tarare la nostra bussola.

Adesso ci accingiamo ad aprire la prima vera stagione del Wunderbar, parte già pianificata, parte in continuo divenire come solo il domani sa essere.

Ai nove primi compagni d’avventura altri si sono affiancati, sempre guidati dalla passione per ciò di cui ci parleranno, passione che è il carburante che alimenta il motore del Wunderbar e la moneta unica con cui i nostri sforzi vengono ripagati. Ma la bontà delle cose fatte sino adesso è uno sprone più che valido a continuare su questa rotta.

Questo breve editoriale per l’apertura della stagione l’ho disseminato di citazioni legate al mare, che tanto m’è caro come quell’ermo colle fu per Leopardi; così con Giacomino concludo dicendovi che in questa traversata su cui siamo imbarcati, naufragar m’è dolce in questo mar!

Wunderbar!

 

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