I MIGLIORI ALBUM ITALIANI DEL 2013 – di Francesco Panzieri

“L’era dell’ibisco, l’epoca del disco son finite già”, dicono i Baustelle. Ma nella crisi generale della musica italiana, nello strapotere dei soliti noti e di rapper pigliatutto, non tutto è da buttare. Sopravvive una solida scena di rock e cantautorato indipendente. Il 2013 non è stato anno denso di exploit cantautorali, eccetto l’esordio solista di Andrea Appino degli Zen Circus e Sotto Casa di Max Gazze’, inferiore tuttavia agli standard che conosciamo. I cantautori sono attesi nei primi mesi del 2014, coi nuovi lavori -ancora “in corso”- di Dente, Brunori ed altri. Questi per me gli album italiani migliori del 2013:

untitledBaustelle – “Fantasma” Ennesimo lavoro controverso dei Baustelle, acclamato da una parte della critica mentre dall’altra si storce la bocca scettici di fronte al citazionismo spinto di Bianconi. Personalmente ritengo il disco un capolavoro: un concept album sullo scorrere del tempo, sulla vita e sulla morte molto cerebrale, baudelairiano e spoonriveriano il giusto, ma anche suonato magistralmente, pensato come un film, con tracce (13, un caso?) ed intermezzi (6), titoli di testa e di coda. Con un cast di tutto rispetto: Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini i protagonisti, Enrico Gabrielli e la Film Harmony Orchestra, molti amici musicisti di grande livello, la Corale e le Voci Bianche di Montepulciano come attori non protagonisti. L’impronta di cantautorato citazionista dei Baustelle non viene meno, ma si tratta di citazioni con la C maiuscola: De Andre’, Franco Battiato, Nicola Piovani, Mahler, Stravinsky, Morricone e le musiche dei film degli anni Settanta. L’operazione non pecca di presunzione: Bianconi può ormai confrontarsi con questi modelli a testa alta. La Morte (non esiste più), Nessuno, Monumentale (Rachele Bastreghi meravigliosa) Cristina, Il Futuro, Conta’ l’inverni (in romanesco da malavita) e Radioattività sono gemme di un album da ascoltare, anche più di una volta, dall’inizio alla fine..

“Gli spettri abitano dimore gotiche/come succede in Edgar Allan Poe/Ma quelli che fanno più paura sono qui/a ricordare il tempo agli uomini”

“Bisogna avere fede/navigare nello spazio siderale/superare l’aldilà. Che siamo troppo avvezzi a stare male/a proteggerci dal Sole/ dalla radioattività”

Ministri – “Per un passato migliore” In questo momento non mi viene in mente una band rock nel senso classico del termine (batteria, chitarra elettrica, basso) che abbia più impatto dei Ministri, senza scomodare mostri sacri come Afterhours, Verdena, Marlene Kuntz o i multiformi Tre allegri ragazzi morti. Il loro Per un passato migliore è il disco rock italiano del 2013 per il sottoscritto. Potente miscela di chitarroni e testi rabbiosi e malinconici (come la gioventù a cui si rivolgono e che affolla i live della band), l’album infila una serie di pezzi che forse nei tanto bistrattati decenni ’80-’90, ancora vergini di reality, x Factor e Youtube, sarebbero stati hits: Mammuth, grido di pancia, pesante nella ritmica come l’animale preistorico, Comunque, Mille settimane, Spingere e le ballate I tuoi weekend mi distruggono e Palude. Di un livello leggermente inferiore, Caso Umano e Segui la pista anarchica (il tema giornalistico mi ha ricordato “Penna a sfera” di Venditti), conservano tuttavia il carattere “da concerto”, da battaglia, che fino a questo disco era il punto di forza del gruppo, forte nei live e sempre leggermente incompiuto in studio. Avanti così, per il rock c’è sempre posto…

“non chiediamo altro al mondo/che distruggerci e poi salvarci/prima che sia troppo tardi/per i farmaci e per le plastiche/questa voglia di superarsi/e di spingere e di spingere”

i-cani-glamourI Cani – “Glamour” Il secondo album di Niccolò Contessa, in arte “I Cani”, segna un’evoluzione da un synth pop “homemade” accattivante ma un po’ ripetitivo nei temi musicali e nelle tematiche affrontate ad un lavoro completo in studio, con collaborazioni come gli Offlaga Disco Pax, i Gazebo Penguins e Chris X. La galassia in cui si naviga è il mondo dei trentenni disillusi e splendidamente perdenti delle periferie e dei quartieri bene. L’elettronica marchio dei Cani si mescola con il rock dei Gazebo Penguins in Corso Trieste, con energia e citazioni dai Diaframma in Storia di un impiegato. Gli altri pezzi, come Non c’è niente di twee, San Lorenzo, FYBC, Lexotan, Storia di un’artista (che parla di Piero Manzoni e cita “Pasolini e Jay-Z”) sono veramente dei bei pezzi pop, orecchiabili e godibili, con una scrittura autobiografico-generazionale che ricorda un po’ i primi Baustelle. Se è valida la regola “caparezziana” che “il secondo album è sempre il più difficile” per Niccolò Contessa la strada da oggi si fa più facile..

“E sarà dura far scrollar di dosso quest’idea che a nominare ciò che esiste non si dice nulla: ma l’esistente è anch’esso pane per i nostri denti, non si può correre soltanto dietro ai sentimenti.”

Perturbazione – “Musica X” I Perturbazione sono stati uno dei primi fenomeni dell’esplosione indie rock italiana degli anni Duemila. Tuttavia, nonostante siano seguiti da un nucleo di estimatori irriducibili, non sono riusciti mai ad arrivare al grande pubblico, a fare la hit da classifica. Provano ad aprirsi ad una fetta più ampia di pubblico avvalendosi della competenza di Max Casacci dei Subsonica come produttore. Il risultato è Musica X, disco compatto, ben suonato e ben cantato da Tommaso Cerasuolo, con collaborazioni come Erica Mou (Ossexione), Luca Carboni (I baci vietati), I Cani (Questa è Sparta). Le canzoni sono molto stratificate a livello sonoro, con un ampio utilizzo di synth ed elettronica in generale, un pop raffinato un po’ Max Gazze’, ma con una vena romantica che è il marchio di fabbrica della band di Rivoli, forse un po’ sfrondata da certe divagazioni malinconiche che l’avevano resa troppo di nicchia. Canzoni da ricordare sono Chiticapisce, Tutta la vita davanti, Musica X, Legami. Provo a fare una previsione: i nostri non arriveranno mai al grande pubblico, ma Musica X verrà ricordato come uno dei migliori lavori pop dei 2010. Una prima risposta ci arriverà da Sanremo 2014, dove saranno in gara tra i big…

“Sempre in attesa di un’aria diversa/spalanca la finestra /Essere foglie che il vento attraversa/senza nemmeno farlo apposta”

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