“IL MACINTOSH E’ PIU’ DI UN COMPUTER: E’ UNO STILE DI VITA” (Steve Wozniak, co-fondatore Apple) – di Ferruccio Palazzesi

Una bella giornata di esattamente trent’anni fa, precisamente il 24 Gennaio 1984, un giovane ed emozionato Steve Jobs, in giacca e farfallino verde, presentava al mondo la sua creatura: il primo personal computer Machintosh. Pochi istanti dopo avrebbe, infatti, estratto dal suo taschino un floppy disk ed utilizzando il mouse, con pochi e “semplici” click, si sarebbe messo a sfogliare le cartelle del computer e il loro contenuto…et voilá il gioco era fatto, era già futuro. Quello che si presentava alla platea in quel giorno di gennaio del 1984 era sicuramente un Jobs lontano anni luce da quello minimal in dolcevita nero a cui ci aveva abituato nelle sue ultime presentazioni Apple, ma le idee e lo stile spettacolare erano già lí a contraddistinguerlo per sempre da tutti gli altri. Cosa aveva questo primo computer targato Mac di così diverso rispetto a tutti gli altri? Due cose molto semplici: una grafica molto gradevole ed una facile accessibilità a tutte le operazioni più complesse grazie anche al mouse. Basta difficili righe di comando e schermate criptiche e nere (da qui sarebbe interessante chiedersi perché con l’avvento di Linux siamo tornati indietro…). L’idea era veramente rivoluzionaria, in quanto per la prima volta era stato progettato un computer interamente pensato per l’uso comune. Questo nuovo concetto erano nato dalle intuizioni geniali di una squadra di ingegneri che alla fine degli anni ’70 lavorava presso gli avveniristici laboratori della Xerox sotto la guida attenta ed entusiasta di Jobs stesso. Il quale resosi conto delle potenzialità del progetto decise di fondare, con il più geniali degli ingegneri della squadra, Wozniak, la “Apple Computer Company”. Era il 1976. Esattamente 8 anni dopo, il primo Mac sarebbe venuto alla luce. Da qui la storia la conosciamo un po’ tutti: la grande diffusione di Personal Computer (PC) commerciali da parte della Microsoft di Bill Gates, Jobs che prima viene costretto ad abbandonare la società da lui fondata (1985) per poi tornarci di nuovo come amministratore nel 1997 (ad interim, con compenso simbolico annuale di un dollaro) per risollevarne le sorti, l’uscita del primo iPod nel 2001, lo sviluppo di iTunes con l’esaltazione del connubio hardware-software, da sempre cavallo di battaglia della Apple, poi ancora l’uscita dell’iPod shuffle, del MacBook, dell’iPhone, dei MacAir, la conseguente crescita esponenziale dell’azienda ecc… Evitando pero’ di esaltare la bellezza e la praticità dei prodotti inventati e sviluppati dalla Mac negli anni ruggenti di Jobs, il loro impatto nella società moderna ecc.. (il web e i giornali sono pieni di articoli simili) mi piacerebbe di più continuare questo articolo con una curiosità e due riflessioni sulla casa della mela morsicata. La curiosità riguarda il cosiddetto “indice iPod”. Di cosa si tratta? Per far comprendere, anche ai non addetti ai lavori, l’incredibile aumento delle azioni Apple degli ultimi 13 anni é stata proposta la seguente analisi: se nel 2001, invece di comprare un iPod al primo giorno della sua uscita nei negozi, si fosse investita la medesima quantita’ di denaro (399 dollari) in azioni Apple, quanti soldi avremmo adesso? Bene il risultato, al marzo del 2012, é di circa 26mila dollari, un guadagno di circa 6500 volte!! Ora guardate il vostro bell’iPod che avete in un cassetto, che magari nemmeno funziona più, e provate a non arrabbiarvi..se vi riesce!

grafico_apple

Passando invece alle riflessioni, ecco la prima. Come tutti sappiamo negli anni successivi al 2000, la Apple ha smesso di essere unicamente una fabbrica di computer, ma si e’ specializzata in piu’ settori, tanto da cambiare addirittura il suo nome da “Computer Company” a “Apple Inc.”. Uno dei settori nel quale ha completamente sconvolto e rovesciato il mercato é quello dei telefonini. L’iPhone infatti, includendo migliaia di funzioni come registrare audio, fare foto e video, avere applicazioni per giocare e lavorare, in un solo colpo ha reso obsoleti tutta una serie infinita di oggetti. E’ per questo che questo oggetto della mela é stato definito dal giornalista del New York Times Nick Bilton un “distruttore creativo”. Questo termine, coniato nel 1942 dall’economista Joseph Schumpeter, descrive il principio per cui ogni prodotto distrugge il precedente e prende il suo posto migliorandolo: come il telefono ha rimpiazzato il telegrafo, il cellulare ha rimpiazzato il telefono. Allo stesso modo, ora lo smartphone sta rimpiazzando il cellulare. Ma attenzione, nessun oggetto e’ al riparo da questa distruzione creatrice..nemmeno l’iPhone stesso. Difatti negli ultimi anni la Samsung ha superato la Apple stessa in quanto a vendita di telefoni-intelligenti, e case produttrici più piccole, come Huawei, si stanno pericolosamente avvicinando. Questo é proprio il problema della distruzione creatrice, non sai mai quando comincerai a smettere di creare e comincerai ad essere distrutto. L’ultima riflessione la vorrei lasciare a quello che potremmo definire il lato oscuro di Cupertino: fabbriche di produzione con condizioni inumane per i lavoratori, elusione/evasione della tasse in molti paesi, scarsa informazione sul rispetto o meno delle norme ambientali, ecc…, ma essendo in questi giorni il suo 30esimo compleanno non ne voglio “rovinare” la festa, ma riconoscere solo i meriti. Da domani tornate, pero’, a pensare anche a questo.

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