“S = -k log (W)” EPITAFFIO SULLA TOMBA DI LUDWING BOLTZMANN – di Ferruccio Palazzesi

Epitaffio. Con il termine epitaffio (dal greco epitáphion, ”ciò che sta sopra al sepolcro”) si intende un’iscrizione funebre, il cui scopo è onorare e ricordare il defunto. Lo possiamo definire come l’ultimo collegamento, l’ultimo e perenne dialogo tra chi se ne va e chi rimane. L’idea foscoliana dell’utilità della tomba per ricordare le imprese dei defunti e mantenere un legame tra i vivi e i morti dona proprio all’epitaffio una notevole importanza. Questo discorso vale a maggior ragione per le tombe di fisici e matematici, in quanto, come fa notare il matematico Piergiorgio Odifreddri, essi hanno la possibilità di riassumere il loro lavoro di una vita in “poche” formule più o meno complesse. Andiamo quindi a caccia di epitaffi famosi e delle loro storie, iniziando proprio dall’epigrafe riportata all’inizio dell’articolo: la famosissima equazione dell’entropia svelata al mondo da Ludwing Boltzmann (S=entropia, k=costante di Boltzmann, W=molteplicità degli stati, log=logaritmo naturale). A differenza di tante altre equazioni che hanno reso famosi i suoi inventori/scopritori, questa relazione che lega l’entropia con il “disordine” portó lo scienziato austriaco al suicidio nel 1906. Infatti Boltzmann e le sue scoperte, che anni dopo rivoluzioneranno il mondo della fisica e della chimica, non erano state minimamente prese in considerazione dagli scienziati di allora ed in alcuni casi addirittura osteggiate e bollate come erronee. Questo porto’ lo scienziato austriaco, che oltre ad avere un carattere irascibile, soffriva anche di disturbi bipolari, prima alla depressione e poi al suicidio. Il mondo intero e in particolare quello scientifico, sentendosi in colpa per il trattamento riservato ad una mente brillante come la sua decisa di scrivere la sua equazione come epigrafe della sua tomba…come a chiedere imperiture scuse.

diofan1Ci sono pero’ anche scienziati che si sono voluti divertire nel lasciare il proprio epitaffio. Il caso più famoso é quello di Diofanto di Alessandria, l’ultimo famoso matematico della scuola Greca. La storia narra che si dilettasse a creare e risolvere problemi ed enigmi che richiedessero l’uso dei numeri interi per la loro risoluzione. La sua fama di abile matematico é arrivata fino ai giorni nostri tanto che oggi tali problemi vengono definiti come “diofantei”. La storia ufficiale prende delle tinte più mistiche per quanto riguarda però l’età della sua morte. La leggenda vuole infatti che essa sia stata scritta, sotto forma di ultimo enigma, come epitaffio della sua tomba nel seguente mondo:

“Dio gli consentí di essere ragazzo per la sesta parte della sua vita e, con l’aggiunta di una dodicesima parte, gli rivesti le guance di peluria. Dopo un’altra settima parte della sua vita il Dio accese per lui le fiaccole nuziali e cinque anni dopo il matrimonio gli accordó un figlio. Ahimè! povero figlio nato troppo tardi; dopo aver raggiunto la metá della vita intera di suo padre, il gelido Fato se lo prese. Dopo essersi consolato con la scienza dei numeri per altri quattro anni, egli concluse la sua vita.”

A quanti anni é venuto a mancare Diofanto? Per i meno matematici di voi ho riportato la soluzione di questo enigma in fondo all’articolo.

Tra tutti gli scienziati ci sono però anche alcuni che hanno preferito avere un po’ di “pace” in più rinunciando a tombe ed epitaffi. Il caso più famoso e curioso é quello di Albert Einstein. Uno dei più grande geni fisici e matematici dell’epoca moderna, personaggio conosciutissimo e stimato anche al di fuori dalla sua disciplina, difatti preferì essere cremato, lasciando precise disposizioni anche sul luogo dove disperdere le sue ceneri. Einstein voleva infatti evitare una qualsiasi forma di culto della sua personalità.

Ps. Se siete in vacanza in qualche città storica e volete andare a vedere le tombe e le epigrafi di qualche scienziato, musicista o scrittore famoso potete utilizzare il sito www.findagrave.com

Fonti:

L’ultimo Teorema di Fermat, Simon Singh http://matematica-old.unibocconi.it/odifreddi/odifreddilapidi.htm

ETA’ DI DIOFANTO:

Chiamiamo L la durata della vita di Diofanto e traduciamo in simboli matematici il suo epitaffio:

“La sua vita duro’ 1/6 della sua vita (L/6). L/12 fu il tempo della sua adolescenza, poi, prima del matrimonio passo’ un tempo pari a L/7, 5 anni più tardi gli nacque un figlio. L/2 duró la vita del figlio e prima di morire Diofanto visse altri 4 anni.”

Quindi la somma totale:

L=L/6+L/12+L/7+5+L/2+4

Semplificando l’equazione otteniamo:

L=(25/28)L+9

e quindi L=84. Diofanto morí a 84 anni.

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