“CHE COS’E’ IL GENIO? E’ FANTASIA, INTUIZIONE…” (Amici Miei – 1975) – di Ferruccio Palazzesi

Chiedo scusa a Monicelli per aver preso in prestito una frase dal suo film “Amici Miei” per parlare di geni scientifici. In particolar modo vorrei raccontarvi di quegli scienziati che riescono ad esprimere concetti complicati e astratti con esempi facili e pratici diventando alla portata di tutti.

schrodiGatto di Schrodinger – Il primo che merita una menzione per tale capacità é il famoso fisico-matematico Erwin Shrodinger, conosciuto dalla comunità scientifica per la sua fondamentale equazione che permette lo studio del mondo quantistico, famoso nel mondo per il “suo gatto”. Lo scienziato austriaco premio Nobel nel 1933, con i suoi lavori dei primi anni ’20, aveva aperto la strada alla possibilità dell’esistenza di più universi contemporanei, quella che verrà poi ribattezzata l’interpretazione dei molti mondi. Il nuovo problema che si poneva agli intellettuali di allora era quindi quello di far coincidere l’apparente disparità numerica fra la molteplicità dei mondi e l’unicità dell’immagine del mondo stesso. In molti provarono a esprimere la loro opinione con idee e concetti più o meno complicati, come per esempio Niels Bhor con la sua “interpretazione di Copenaghen”. Shrodinger risolse la disputa con la geniale idea dell’esperimento del gatto nella scatola. Prima di iniziare tale racconto voglio tranquillizzare gli animalisti/animalai, questo esperimento non é mai stato fatto e nessun gatto é stato mai maltrattato, é solo un’astrazione mentale. Prendete un gatto e mettetelo dentro ad una scatola di acciaio chiusa insieme ad una provetta di cianuro, un contatore Geiger con del materiale radioattivo e un martelletto. Se il materiale radioattivo emette anche una piccolissima radiazione, il contatore attiva un meccanismo che fa si che il martello rompa la provetta uccidendo il gatto con il cianuro, se il materiale radioattivo non si disintegra non succede niente. Facile no? Bene adesso pero’ pensate che essendo la scatola chiusa l’osservatore esterno (cioé noi) non possiamo sapere cosa sia successo al suo interno: la provetta si é rotta o no? il gatto é morto o é ancora vivo? Finché non apriamo la scatola per scoprirne il contenuto abbiamo, quindi, la coesistenza di due mondi possibili: quello con il gatto vivo e quello con il gatto morto. Andando ad osservare il contenuto della scatola andiamo a “viverne” uno dei due. La potenza e la semplicità di questo esempio ha fatto sí che negli anni successivi venisse ulteriormente modificato e ampliato, inserendo per esempio le reazioni dell’osservatore che sta per aprire la scatola (felice di trovare il gatto vivo, felice di trovarlo morto, triste di trovarlo vivo e triste di trovarlo morto).

Hotel Hilbert – Un altro campo di studi che ha bisogno di molti esempi pratici e traducibili in linguaggio comune per comunicare con il mondo esterno é quello della matematica. Le astrazioni mentali, il pensare e disporre i numeri in rette, cerchi, piani ecc.. sono concetti non facilmente digeribili per i non addetti alla materia. Uno delle personalità che preferisco nella sezione persone geniali, in grado di far capire concetti astratti in pochi e facili esempi, é sicuramente il matematico David Hilbert. Esso e gli altri matematici a cavallo tra il XIX e il XX secolo si trovarono di fronte ad un concetto difficile da spiegare: l’infinito, più precisamente, l’infinito dentro all’infinito. Difatti se noi consideriamo l’insieme dei numeri primi (cioé quei numeri che sono divisibili solo per uno e per se stessi) esso é infinito, ma al tempo stesso questo insieme é un sott’insieme dei numeri naturali che é a sua volta infinito. Ma come può qualcosa che é innegabilmente più piccolo di una quantità infinita essere anch’esso infinito? Il professore Hilbert aiutó la comunità scientifica inventandosi il famoso esempio dell’Hotel Hilbert. Questo non é nient’altro che un ipotetico albergo con un numero infinito di stanze tutte occupate da un infinito numero di clienti. Un bel giorno arriva all’albergo un infinito numero di nuovi clienti…come sistemarli? Il signor Hilbert, che si trova alla reception, non si preoccupa un granché per l’incredibile numero dei nuovi arrivati e chiede a tutti i vecchi clienti presenti nell’albergo di spostarsi nella stanza che ha un numero doppio rispetto al numero della camera dove stanno attualmente alloggiando. Il cliente della 1 si sposterà alla 2, quello della 2 nella 4, e così via…Tutti i clienti conserveranno quindi un posto nell’albergo (le stanze pari), e i nuovi infiniti clienti avranno il loro posto dove soggiornare (quelle dispari)..e i guadagni dell’Hotel saranno anch’essi infiniti!

ABC della relatività – “Tutti sanno che Einstein ha fatto qualcosa di sorprendente, ma pochi sanno cosa abbia fatto esattamente” Inizia così il libro di Bertrand Russell “ABC della relatività” la migliore opera scientifica introduttiva al pensiero di Albert Einstein, anche a distanza di oltre ottant’anni. L’idea, appunto geniale, del filosofo matematico gallese, premio Nobel per la letteratura nel 1950, fu quella di introdurre e descrivere concetti difficili quali la massa gravitazionale come cio’ che viene misurato da un peso a molla, la massa inerziale da una bilancia a braccia e così via. Usando ogni possibile immagine comune per visualizzare i concetti più complicati, dalle tigri in mezzo alla folla alle chiatte sui fiumi, dai topi agli sciami di api, Russell riuscì a fornire un ottimo background scientifico su una teorie più affascinanti e importanti della storia della fisica. Il successo di questo suo libro lo deve anche ad un altro fattore. A differenza dei suoi colleghi contemporanei, Russel, capí l’importanza della teoria della relatività e decise di farla conoscere al mondo intero. Comportamento che si rivelò diametralmente opposto a filosofi come Bergson, premio Nobel per la letteratura nel 1927, che nel 1922 decise di pubblicare un trattato dove pretendeva di confutare il pensiero di Einstein senza nessuna conoscenza scientifica. Questa pubblicazione ovviamente ebbe ben poca fortuna e venne successivamente fatta sparire dalla lista delle opere del suddetto pensatore francese.

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