SPORT SIENA WEEK: LO ZUMBA AL SANTA MARIA – di Fausto Jannaccone

zumba

” Rassodare, tonificare e snellire nelle Sale Sant’Ansano e San Galgano, dove si svolgono lezioni di discipline olistiche (pilates, posturale, stretchnig, yoga e ginnastica dolce). Nella Sala Passeggio spazio alle lezioni di fitness musical (step, tonificazione, zumba, totalbody, gag) e Sala San Pio lezioni di fitness funzionale (cross fit e difesa personale)” questa è una parte della descrizione dell’evento  all’interno della “Sport Siena Week“.

Davvero la cultura ed il patrimonio artistico della città necessitano di zumba e gag come mezzi di promozione e rivalutazione? Avranno preso già gli accorgimenti necessari, la musica sarà ad un livello controllato, l’umidità prodotta dal sudore non sarà tale da creare problemi così come le vibrazioni non desteranno preoccupazione alcuna; la sovrintendenza avrà dato il nulla osta e tutto quindi sarà in regola ed a norma di legge, scritta e non.

Ma io personalmente non riesco a convincermi della felicità di questa iniziativa, scusatemi. Naturalmente è solo una mia idea, sicuramente fondata su fallaci preconcetti.

Ma davvero, continuo a chiedermi, è questo il modo per finalmente valorizzare il tanto decantano ed ultimamente chiacchierato Santa Maria della Scala?

Ora rimando a voi la domanda: è questa in realtà una strada percorribile o la direzione presa potrebbe non essere quella giusta?

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CALENDARIO POLITICO PER IL 2014 – di Filippo Secciani

Questo 2014 ha una serie di date fondamentali per capire come si svilupperà la politica internazionale per i prossimi anni.calend

9 marzo = elezioni politiche in Corea del Sud.

5 aprile = elezione del nuovo presidente afgano.

30 aprile = elezione parlamentare in Iraq.

Maggio = elezioni parlamentari in India.

Dal 22 al 25 maggio = elezioni per il Parlamento Europeo.

Luglio = elezione del nuovo segretario della Nato.

1 luglio = inizio presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea.

9 luglio = elezioni presidenziali in Indonesia.

Agosto = elezioni presidenziali in Turchia.

18 settembre = referendum in Scozia per l’indipendenza dalla Gran Bretagna.

5 ottobre = elezioni presidenziali in Brasile.

31 ottobre = scadenza mandato del presidente della Commissione Europea.

Novembre = scadenza del mandato dell’Alto Rappresentante dell’Unione Europea.

4 novembre = elezioni Midterm negli Stati Uniti.

9 novembre = referendum per l’indipendenza della Catalogna.

30 novembre = decade la presidenza di Von Rompuy al Consiglio Europeo.

31 dicembre = ritiro ISAF dall’Afganistan.

La recensione di oggi: 12 ANNI SCHIAVO di Steve McQueen – di Michele Iovine

12-anni-schiavo-160031_w1000(1) (1)Steve McQueen è uno dei registi contemporanei più interessanti del panorama cinematografico mondiale. Dopo due film più piccoli dal punto di vista della produzione, come ‘Hunger’ e ‘Shame’ che sono stati acclamati dalla critica e dal pubblico, è giunto per il video artista londinese il momento di confrontarsi con un film ad alto budget. E’ arrivata Hollywood nella sua vita. La storia è molto semplice, siamo in America nel 1841 e un talentuoso violinista di colore, Solomon Northup, viene rapito con l’inganno e portato in Louisiana, dove sarà schiavo nelle piantagioni di cotone per dodici anni, senza che la moglie e i due figli sappiano più niente di lui. Chi pensa di andare al cinema e di assistere al classico film hollywoodiano che come tutti i biopic (la storia è vera, tratta dalle memorie scritte del protagonista) procede in maniera didascalica, pieno zeppo di cliché narrativi, si sbaglia. Di questa struttura narrativa fortemente standardizzata, il film ne ripercorre a grandi linee le forme, ma non ne è mai vittima. Il lavoro di promozione che è stato fatto sulla pellicola (trailer e pubblicità varie) faceva credere effettivamente questo, ma in realtà non siamo di fronte ad un prodotto confezionato ad hoc, con musiche trionfanti verso il finale alla John Williams e farcito di sentimentalismi retorici, una sorta di Schindler’s List sulla schiavitù per intendersi. Il regista riesce a conferire in maniera abbastanza pregnante il suo stile alla pellicola, regalandoci delle immagine evocative di forte impatto e di reale crudezza, iperrealiste e nel fare questo a volte è perfino eccessivamente freddo, molto distaccato, tant’è che proprio quelle emozioni così intense che uno si aspetta di provare di fronte ad una storia come questa (seppur ripeto, con il rischio di sfociare in un vasto patetismo) vengono a mancare nella forma più classica che conosciamo, ma in questo caso non è un difetto, ma piuttosto un pregio. Gran bel film nel complesso, anche se nella parte centrale si evince una leggera piattezza narrativa che fa un po’ arrancare la storia. Da segnalare una scena su tutte (quella della sua tentata impiccagione), di grande fattura, di grande cinema e un finale toccante, seppur asciutto ed essenziale allo stesso tempo. McQueen si conferma un regista di grandissimo livello, soprattutto in questo caso, dove il tranello era in agguato. Nove nominations agli Oscar, parte come favorito per fare incetta di premi, ne merita alcuni, ma non tutti, non miglior film.