NUOVO BRUNELLO? WUNDER, WUNDER E 3/4… di Marco Ciacci

1926857_563426223755691_283483696_nUn assaggio a “quattro stelle” quello 2014 di “Benvenuto Brunello”, visto che sia l’annata 2009 e la 2008, in versione Riserva, hanno ottenuto questo “rating” al momento della loro presentazione. Un giudizio, per certi aspetti un po’ sovradimensionato, alla luce dei risultati nel bicchiere che, tuttavia, confermano un buon livello diffuso della produzione di Montalcino e la capacità del territorio di declinare Brunello in cui le qualità fondamentali dei vini, ottenuti notoriamente da Sangiovese in purezza, vitigno oltre modo sensibile alle condizioni climatiche generali, riescono a venire fuori in modo deciso e personale. In questo senso, la 2009, non ha certo perso all’assaggio la sua connotazione di millesimo “mediterraneo” e, in generale, poco propenso a lunghi periodi di invecchiamento. Gli aromi fruttati sono molto aperti e, in certi casi, il profilo olfattivo è decisamente caldo, con qualche caso di alcol in esubero. In bocca i vini, hanno mantenuto buona/ottima dolcezza insieme ad acidità tendenzialmente vitali, ma i tannini, spesso, sembrano ancora leggermente immaturi. Un’annata che appare decisamente eterogenea e che ha evidenziato una produzione mediamente buona, ma con punte di eccellenza assoluta più rare che in altri casi.
Ma quali sono gli assaggi che hanno ben impressionato i nostri “wunder bevitori”? Qui sotto, in ordine di preferenza con la media dei voti dati da 1 a 5, le aziende più…WUNDER!

Pietroso: Un Brunello che non figura tra i top di gamma, ma la passione e la voglia di far bene di chi conduce l’azienda si traduce in un vino genuino e beverino. In bocca è scabro e piacevolmente scorbutico, ma composto. Magari non sarà uno dei picchi ma ha stuzzicato il Wundergusto. Piacevole sorpresa.

Salvioni: Schietto e sincero come la padrona di casa (che ci ha anche fatto assaggiare una bottiglia difettata) Salvioni dà il meglio di sé quando è bevuto in compagnia ed in allegria. Niente tatticismi particolari, niente gioco confusionario: la sua forza è la linearità con la classica nota tannica in evidenza. Energico, a tratti impetuoso

Fuligni: Pensate al contadino sul trattore, la campagna anni 70/80, il sole e i grappoli d’uva pieni e pronti per essere raccolti. Così mi immagino la vigna di Fuligni che si rispecchia in un vino dal sapore antico, ma capace ancora ti attrarre, per completezza e raffinatezza, gli amanti del Brunello verace. Un vino dalle belle sensazioni olfattive di arancia e dalla progressione gustativa elegante e continua. Da consigliare!

Fornacina: Brunello maturo, complesso e filosofico. Riempie subito la bocca e inonda il palato con decisione, lasciando, a chi lo beve, la possibilità di avere una riflessione profonda e ponderata. Da bere esclusivamente con Mauro (l’uomo immagine a Benvenuto Brunello) con l’occhio che punta a Ferrero. Goloso

1912413_563458297085817_1646541056_nGianni Brunelli – Le Chiuse di sotto: Un vino “misurato” e fine con un bell’impatto aromatico che colpisce soprattutto il naso. Ricercato nell’essenza, ma anche maturo e invitante. Una nota floreale che esalta e non appesantisce un vecchio Sangiovese come il Brunello. Da opzionare nella carta dei vini.

Val di Suga: classico e completo, al naso non è molto intenso ma ha in bocca esprime stile e sostanza. Da apprezzare il primo vino uscito dalla vigna di “Poggio al Granchio” anche se il “Vigna Spuntali” rimane sempre di grande impatto gustativo. Fa bene il compitino, insomma, ma non delude.

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