JEAN MONNET E IL SOGNO DI UN’EUROPA UNITA, di Filippo Secciani

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Oggi più o meno tutti sappiamo dare una definizione di Unione Europea, quali siano le sue funzioni, quali sono i suoi organi e chi sono i suoi membri. All’indomani del 1945 però parlare di una comunità di stati europei non era per niente scontato. Due conflitti mondiali ne avevano distrutto le economie, molta della forza lavoro era morta nei teatri di guerra, le fabbriche erano ferme – se non rase al suolo e la fame dilagava in tutto il vecchio continente. Ma è in questa situazione di avversità che alcuni uomini iniziarono a pensare ad una forma di Stati Uniti d’Europa. Il percorso per poter raggiungere questa unione erano fondamentalmente due. Un Sistema Federalista per cui il problema era impedire che gli stati europei si facessero nuovamente la guerra; il pericolo principale basandosi sull’esperienza del passato era lo stato nazionale, indipendente, senza un’organismo superiore che facesse da garante per il mantenimento della pace e della sicurezza. La risposta che i teorici di questa corrente si posero fu eliminare gli stati per eliminare la guerra. Creare un sistema federale su modello statunitense, con il passaggio di sovranità. Si trattava di una soluzione radicale non effettivamente percorribile. Il Funzionalismo invece auspicava un percorso graduale di trasferimento di compiti e funzioni a istituzioni indipendenti dagli stati. Essendo appena terminato il conflitto una cooperazione tout-court tra gli stati risultava impossibile; la soluzione dunque fu una collaborazione settoriale. Partendo da una partecipazione comune alla soluzione di problemi meno gravosi, gradualmente si sarebbero dovuti affrontare problemi sempre maggiori. Spillover è il termine per indicare questa integrazione settoriale, tipica degli anni ’50, che alla fine avrebbe portato ad una totale integrazione economica e conseguentemente politica. Di questa idea era il francese Jean Monnet, figlio di un commerciante di Cognac, che durante la prima guerra mondiale capì l’importanza della logistica dei rifornimenti per gli uomini al fronte e che seppe risolvere creando un programma congiunto anglo-francese per i trasporti. Alla fine della Prima Guerra Mondiale fu nominato segretario aggiunto della Società delle Nazioni, ma abbandonò questa carica ben presto sconcertato dall’atteggiamento ostruzionista degli stati che continuamente facevano ricorso al diritto di veto per proteggere i propri interessi nazionalistici a scapito di quelli della comunità degli stati. Nuovamente allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale a Monnet fu affidato il compito di gestire i canali di rifornimento delle truppe e fu in questa occasione che ebbe la fondamentale idea che rivoluzionò il concetto di Europa: invitò il primo ministro Churchill e il presidente De Gaulle a creare una unione federale immediata tra Gran Bretagna e Francia. Il comunicato congiunto che i due emisero così recitava “I due governi dichiarano che in futuro Francia e Gran Bretagna non saranno più due nazioni, bensì una sola Unione franco-britannica. La costituzione dell’Unione comporterà organizzazioni comuni per la difesa, la politica estera egli affari economici […] I due Parlamenti saranno ufficialmente unificati” come sappiamo ciò non ebbe luogo a causa dell’occupazione della Francia e la costituzione del governo collaborazionista di Vichy; ma ciò ebbe tuttavia il merito di porre le basi per la futura Comunità Europea. Fuggì negli Stati Uniti e poi ad Algeri nel 1943 anno in cui si unì al Comitato di Liberazione Nazionale (Francia Libera) presieduto dal generale De Gaulle per la liberazione dei territori occupati. Durante uno di questi incontri affermò come “non vi sarà pace in Europa, se gli Stati si ricostituiranno sulla base della sovranità nazionale […] I paesi d’Europa sono troppo piccoli per garantire ai loro popoli la prosperità e l’evoluzione sociale indispensabili. È necessario che gli Stati europei si costituiscano in federazione”1. Conclusa la guerra Monnet comprese l’importanza del coinvolgimento tedesco nel processo di unificazione europeo, ma trovò fin da subito l’opposizione di numerosi suoi colleghi francesi che volevano una Germania ridotta ai minimi termini. In questo periodo fu la Francia che assunse un ruolo di leadership in Europa e un riavvicinamento tra Parigi e Berlino sarebbe stato fondamentale, se consideriamo che “gli Stati Uniti erano determinati a rendere la Germania occidentale un baluardo contro l’Unione Sovietica, la Francia incoraggiò la riabilitazione della Germania nel contesto di una più ampia integrazione europea”2. Uno dei nodi di tensione tra i due stati fu il controllo delle miniere della Ruhr, che ogni giorno si faceva sempre più intenso tanto da far temere lo scoppio di un nuovo conflitto. Monnet trovò un sostenitore nel cancelliere Adenauer, il quale per “riabilitare la Germania nel sistema internazionale a parità di diritti con le altre nazioni avanzava una proposta inattesa quanto clamorosa […] Adenauer auspicava una completa unione tra Francia e Germania con la fusione delle rispettive economie, dei Parlamenti e con l’adozione di una cittadinanza comune”3 si trattò di un’iniziativa destinata a cadere nel vuoto. Monnet tuttavia partendo da questa proposta elaborò la creazione di un’organismo soprannazionale che dovesse gestire le risorse di acciaio e carbone franco tedesche. Nel Memorandum che Monnet inviò al ministro degli esteri francese Schuman si legge che “accomunando le produzioni di base e istituendo un nuova Alta Autorità, le cui decisioni vincoleranno la Francia, la Germania e i paesi che vi aderiranno, questa proposta getterà le prime fondamenta concrete di una federazione europea indispensabile per preservare la pace”4. Il ministro francese la fece propria e nel 1951 nacque la CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio). Con la CECA si instaurò la pace franco-tedesca tanto auspicata dallo stesso Monnet. L’Europa divenne non solo un posto più sicuro con lo spettro della guerra ogni giorno più lontano, ma si ponevano le basi per una nuova entità economica, politica e commerciale. Se un’unione commerciale era accettabile per i francesi, un riarmo tedesco non lo era assolutamente ed ecco allora che il progetto di una Comunità Europea di Difesa (CED) naufragò. In seguito a questo stallo Monnet si adoperò per la costituzione di un Comitato d’Azione per gli Stati Uniti d’Europa, al fine di rilanciare il processo di integrazione europea. Grazie alla sua opera ed ai suoi contemporanei si deve la creazione della CEE (Comunità Economica Europea) nel 1958, la Comunità Europea nel 1967 con la creazione dei suoi organismi interni, l’adesione nel 1973 della Gran Bretagna alla Comunità Europea ed infine nel 1979 lo SME.

note:

1) http://www.istitutospinelli.org/articoli-mainmenu-9/4-note-biografiche/9-jean-monnet

2) M. Gilbert; Storia politica dell’integrazione europea; Editori Laterza

3) G. Mammarella, P. Cacace; Storia e politica dell’Unione Europea; Editori Laterza

4) http://www.biblioteche.unical.it/Guida%20alla%20cittadinanza%20europea.pdf

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