IL WUNDERBAR DELLA DOMENICA – di Fausto Jannaccone

wbdommn1a<<Eccoci in pieno Duecento, tra il fervore di vita delle città comunali italiane. I mercanti si arricchiscono, il denaro circola e i giovanidel bel mondo, come scrive Folgore da S. Gimignano, amano più d’ogni altra cosa riunirsi in belle brigate di ragazzi e fanciulle a cantare, a ballare e a narrarsi favole d’amore, tristi o liete, distesi in un fresco prato fiorito, d’estate, e, d’inverno, riuniti in ampie sale scaldate da un grande camino. E, naturalmente, si mangia e i beve. Così fa la brigata spendereccia senese, così fanno le altre brigate italiane meno famose, ma non per questo meno spenderecce.

In occasione di feste e banchetti, i cuochi, presi a giornata, si fanno pagare esageratamente. E come sempre avviene da che mondo è mondo, i governi si sentono in dovere di intervenire. A Siena, per esempio, i governanti della città limitano, con un apposito capitolo dello Statuto (V. 139), le richieste dei cuochi. E ciò a proposito della corte bandita (un banchetto solenne e pubblico in voga nel medioevo) che, a mezzo agosto, in nuovi cavalieri, eletti dal Comun di Siena, tenevano per otto giorni sulla piazza del Campo, insieme con i loro seguaci. In questa occasione, ordina il suddetto capitolo, i cuochi addetti al servizio non possono pretendere più di 40 soldi al giorno, che a quel tempo erano già molti, se si considera che “messere lo Podestà riceveva 25 lire mensili di stipendio”.

Dovunque l’autorità tenta di frenare il lusso eccessivo: e sono bandi e statuti e gride, che vietano ai cittadini di avere più di tante portate in tavola, che stabiliscono le quantità e le qualità de cibi da servirsi in occasione di nozze, di battesimi. Le leggi suntuarie son sempre ascoltate la mal  volentieri! E i gran signori si fanno un punto d’orgoglio nel superarsi gli uni gli altri in mirabolanti festini.>>

Nelle cucine, dispense o librerie di molte case italiane è molto probabile che figuri un’edizione del celeberrimo “Artusi”, il grande libro che esplora il vasto panorama della tradizione gastronomica del nostro paese. Prima di addentrarsi nel magico, variegato mondo fatti di aneddoti e segreti culinari, la mia edizione presenta un’introduzione storica, “La cucina italiana nei secoli”; ed il secondo capitolo, “La cucina italiana nel Duecento” ci porta proprio a Siena, tra l’attuale via Garibaldi e Piazza del Campo.

Ma non è della Brigata Spendereccia che vi voglio parlare, nè alludere ad essa quale esempio, dato che i nostri dissiparono all’epoca un patrimonio quantificabile oggi in 13 e rotti milioni di euro per le loro gozzoviglie… … non mi sembra il momento più idoneo…

Sono però partito da questo excursus per significare come parlare di “mangià e bere” da queste parti sia tuttaltro che insolito o azzardato… Siena è una Repubblica fondata sullo stare a tavola. Attorno al tavolo da pranzo di decidono i partiti delle contrade per il Palio, si organizzano matrimoni, si pianificano le manifestazioni di protesta e si festeggia e brinda per le più risibili scuse! A queste latitudini non è difficile imbattersi in tavolate che rimangono a sedere dal pranzo alla cena. Ci garba proprio parecchio.

Quindi la rubrica che voglio presentare oggi tratterà tutto questo: mangiare bene e bere possibilmente anche meglio.

Per gli abbinamenti andrò ad avvalermi della preziona e capace collaborazione di Marco Ciacci, ormai membro stabile dell’associazione e autore di articoli di successo su questo blog.

Le ricette non saranno certo delle Craccate e nemmeno Borghesi; roba semplice, per quanto possibile veloci e facili (anche perchè se le faccio io, che certo non sono Ramsey II), cercando di rispettare la stagionalità, cosa rara in questi tempi da “365giornidifragole”. Cercherò di essere abbastanza tradizionale, e locale, per quanto qualche concessione, o svolazzo esotico ogni tanto ci sta sempre bene.

Saranno piatti più slow che fast, magari un po’ finger ma non junk,  sicuramente molto wunder.

E come ogni testata che si rispetti si concede inusuali approfondimenti nell’edizione domenicale, così anche questo sarà “Il Wunderbar della domenica”, il giorno da sempre dedicato alle grandi, solenni, interminabili mangiate… quindi che altro? Accendete i fornelli e si comincia!

Wunder Guten Appetit!!!

(ps. ovviamente non aspettatevi una seria e responsabile puntualità da noi, eh!)

 

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