PASTA ALLE CIME DI RAPA – di Fausto Jannaccone

wbdommn1aFine Marzo. Giulio Cesare è stato accoltellato, l’inverno, o qualunque altra cosa sia stato quello di quest’anno, è ormai alle spalle; ma, ancora non per molto, il cammino del cuoco timorato attraverso “la valle degli orti” costeggerà il magico Regno dei Cavoli: broccoli, cavolfiori, cavoli pagoda, verze e quant’altro. Qua e là fanno capolino qualche zucca, qualche cipolla e qualche patata. Recandovi da buoni consumatori attenti ai prodotti a fare la vostra spesa alla Coldiretti, potrete imbattervi nel simpatico signore che vi racconterà come le cicerchie siano un toccasana per il meteorismo del padre; ma solo pochi metri più in là potrete finalmente trovare gli ingrediente necessari alla vostra ricetta: nel diffuso cavolistico verde la mia scelta è caduta su un bel mazzetto di cime di rapa. Il puntuale venditore si è prodigato nel cercami un mazzetto ben fiorito, così che le mie rape fossero ben cima-munite.

Ingredienti necessari per la ricetta:

-pasta (questa ricetta di origine pugliese dà il meglio di sè con l’orecchiette, ma l’importante è che sia un tipo corto, poroso e “bello zeppo” come ad esempio le trofie o le casarecce)

-le nostre cime di rapa

-aglio

-peperoncino

-filetti di acciuga

-olio e.v.o.

Per prima cosa prendete ogni singolo gambo e spogliatelo fino quasi in cima delle foglie, e mettetele da parte; dopo di che tagliate la cima con il fiore e buttate il resto del gambo. Nella pentola dell’acqua, quando ha raggiunto il bollore, salate e buttate per prima cosa le foglie, che avete precedentemente staccato dal gambo, dopo averle tagliate abbastanza fini, ma non troppo. Quando l’acqua avrà raggiunto nuovamente il bollore buttate anche la pasta. Nel mentre in una padella versate l’olio, quindi l’aglio tritato (dal quale avrete eliminato l’animella interna per far sì che sia molto più digeribile), il peperoncino e qualche filetto di acciuga (consiglio mio non lesinate). Quando alla pasta mancheranno 4-5 minuti aggiungete nella padella le cime tritate grossolanamente. Scolate le foglie e la pasta quando a questa mancheranno ancora 2-3 abbondanti minuti rispetto al tempo indicato sulla confezione, di modo che sia al limite del dente. Versate il tutto nella padella dove farete completare la cottura alla pasta, mantecandola, aggiungendo all’occorrenza un po’ d’acqua qualora fosse troppo secca.

cime di rapa

 

Buon appetito, ed ora l’abbinamento migliore per questo piatto tradizionale italiano a cura del nostro esperto Marco Ciacci

il vino di oggi ce lo presenta Piermichele Capulli di Winenews:

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