THIS IS THE HIGHEST STEP IN THE WORLD – di Fausto Jannaccone

“This Is The Highest Step In The World” è la scritta che accoglie Joseph Kittinger all’ingresso della gondola che lo porterà, il 16 agosto 1960, fino alla stratosfera, più precisamente a 31333 m sul livello del mare.
Joe-Kittinger-Highest-skydive-03Gli anni 50, quelli del rocambolesco progresso tecnologico innescato dalla Seconda Guerra Mondiale, vedono gli aerei a reazione spingersi fino a raggiungere quote mai violate dall’uomo; questo comportava la necessità di adeguare i sistemi di sicurezza per tutelare i piloti.
Così è il 1958 quando parte il Progetto Excelsior, mirato alla creazione di un sistema di paracadute in grado di offrire una discesa controllata e sicura anche dalle nuove alte quote.
Due paracadute di due metri avrebbero impedito la rotazione a vite che avevano osservato crearsi negli esperimenti condotti sui manichini. Questa era l’idea del tecnico Francis Beaupre. Quindi alle quote più basse un successivo paracadute più ampio.
Il primo test in cui Kittinger si sarebbe misurato ebbe luogo il 16 Novembre 1959: a 23300 metri di altezza Kittinger si lanciò, ma il primo paracadute si aprì troppo presto, bloccandolo per il collo e facendolo roteare; arrivò al suolo incolume, grazie all’apertura automatica del paracadute principale quando mancavano 3000 m, ma avendo perso i sensi. A questo seguì il secondo test, a dicembre, il giorno 11: Kittinger saltò da 22800 metri, lanciandosi in caduta libera fino all’apertura del paracadute principale, per 17000 m.
Kittinger-durante-il-volo-dalla-stratosferaPoi venne il giorno dell’Excelsior III: un pallone aerostatico di elio, alto 60 metri, iniziò a sollevare la gondola, il piccolo abitacolo ascensionale in cui l’aviatore statunitense sedeva. Ad un certo punto il guanto della mano destra di Kittinger si depressurizzò, causando gravi danni alla sua mano, che a causa della diversa pressione prese a gonfiarsi. Ma non lo comunicò e continuò l’ascesa. Erano passati 91 minuti quando aveva raggiunto quota 31333 metri. Aspettò altri 12 minuti affinchè raggiungesse la posizione prevista per raggiungere la zona di atterraggio. Quindi Joseph Kittinger si alzò. E si lanciò. Dal limite della stratosfera. Per 4’36” durò la sua caduta libera, la più lunga mai fatta. Quindi si aprì in maniera corretta il paracadute di stabilizzazione. A quota 5330 metri si aprì il paracadute principale, e dopo 13 minuti e 45 secondi dal salto terminò la storica discesa nel deserto del New Mexico. Aveva toccato 988km/h e temperature fino a 70° sotto lo 0.
Non c’era ancora la RedBull a sponsorizzarlo, ma quest’impresa valse al colonnello dell’USAF l’Harmon Trophy, consegnatoli da Eisenhower, e vari altri riconoscimenti.
Il 14 ottbre 2012, 52 anni dopo, Baumbartner infranse i record stabiliti in quell’occasione riguardo a velocità massima, salto più alto con paracadute e per il più lungo atterraggio con parafreno, non infrangendo però il muro dei 4 minuti e 36 secondi della caduta libera. A terra il contatto audio con Baumgartner lo tenne lo stesso Kittinger.

(ndr: questo articolo esce oggi perchè se fosse uscito il 16 agosto a Siena non lo avrebbe visto nessuno)

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