IN VIAGGIO CON IL WUNDERBAR – di Fausto Jannaccone

“E’ pericoloso, Frodo, uscire dalla porta. Ti metti in strada, e se non dirigi bene i piedi, non si sa dove puoi finire spazzato via”
Anche Tolkien, Omero dei nostri giorni, sa e ci dice per bocca di “Bilbo Baggins” che mettersi in cammino può essere pericoloso. Ciò nonostante rimane irresistibilmente attraente.
Il viaggio è insito nella natura dell’uomo, e dal muoversi non può assolutamente prescindere.
Tutto cominciò quando 200000 anni fa i primi Homo sapiens dall’Africa del nord iniziarono a spostarsi all’esterno, sostituendosi agli ominidi che erano in altre parti del mondo. Da quel momento in poi ogni grande passo per l’umanità ha avuto bisogno di piccoli passi dell’uomo.
Senza il viaggio non avremmo scoperto, incontrato, conquistato.
Abbiamo avuto bisogno di migrazioni ed esodi nel nostro passato remoto; poi di respingere popoli nomadi ed andare a costruire avamposti e valli, nell’accezione adrianea del termine, alla fine del mondo conosciuto.
Viaggiare è sempre stato cercare risposte alle domande: cosa c’è oltre quella collina? Cosa al di là del mare? Hic sunt leones… sed ultra? Cosa c’è oltre l’India? E quando infine avevamo scoperto e conosciuto tutto il mondo abbiamo iniziato ad alzare gli occhi verso il cielo….

E così abbiamo conosciuto prima una Via Francigena, poi una Via della seta, adesso una Via Lattea.
Abbiamo messo mille navi in mare per la sola bellezza di Elena. E quante volte e quante navi per riprendere la Terra Santa? Poi abbiamo messo tre caravelle per dimostrare ai dotti di Salamanca che potevamo raggiugere l’est per l’ovest; e quindi 130 Invecibles vascelli per dare una lezione a quella testarda di Elisabetta, ritornando però con le ossa rotte, che anche lei ne aveva messe, ma di più veloci.

Eppure il viaggio è sempre stato una necessità: per fini commerciali come ci insegna il veneziano Marco Polo. O scientifici come quando il HMS Beagle salpò per una spedizione cartografica in sud America, con a bordo un naturalista che poi avrebbe spiegato il viaggio evolutivo della specie. O ancora per fini mistici e spirituali come ci testimoniano La Mecca o Santiago de Compostela.
C’è chi per viaggiare preferisce entrare in un aeroporto, o in una stazione. Poi c’è che preferisce entrare in una biblioteca e chi ancora in una chiesa.
Chi per viaggiare preferisce la carrozza, chi una scopa, chi una DeLorean e chi il Lysergsäurediethylamid (LSD).

Omero fa del viaggio un castigo divino e costringe il furbo Ulisse venti lunghi anni lontano dall’amata Penelope. Il Sommo Poeta definisce la vita un cammino, e fa di un viaggio, divino, certo, il suo capolavoro. Thomas More permette a Raffaele Itlodeo di conoscere, con un viaggio, una società ideale, utopica per essere più precisi. Jonathan Swift invece mostra al Dr. Lemuel Gulliver una gran varietà di mondi. Emilio Salgari, senza nemmeno muoversi da casa, fa però viaggiare migliaia di lettori. Jules Verne anche, però non si accontenta della superficie terrestre, lui. mongolfieralogo
Il viaggio è da sempre parte della nostra vita e non può essere altrimenti.
“Finchè sei in tempo viaggia!” ti dicono… e dammi retta, seguilo questo consiglio.

Per questa stagione, la seconda dell’Associazione Culturale Wunderbar Siena, abbiamo scelto il tema del Viaggio come fil rouge per il nostro programma, espositivo e non. Del resto la stessa Wunderkammer cui ci rifacciamo altro non era che una galleria di souvenir.

Quindi se vorrete prender posto nel seggiolino accanto a noi, non avete che da timbrare il biglietto ed allacciarvi le cinture.

BON VOYAGE!

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