HENKE AI RINNOVATI – di Emilio Mariotti

henkeLinea. Battito. Linea. Battito. Inizia così l’esperienza lisergica preparata dal professor Robert Henke ai tanti giovani avventori del Teatro dei Rinnovati. Sembra un miracolo o una notizia falsa, ma è tutto vero. Punto primo: il berlinese Henke professore lo è davvero, in quanto docente di Sound Design all’University of the Arts della sua città natale. Punto secondo: quegli esseri strani, un po’ puzzolenti, dalle capigliature azzardate e dalle voglie più improbabili chiamati giovani esistono ed hanno occupato il nobile teatro del Palazzo Pubblico. A dir la verità gli eventi in programmazione sono stati due due. Ad aprire la serata c’è stato il sempre teutonico Pantha du Prince, che, sinceramente, non ha entusiasmato, frenato dal basso volume e dall’impossibilità tecnica di ballare. Problemi che non si sono presentati per il “Lumiere” show di Henke. Il volume è stato alzato (probabilmente dopo un consiglio comunale ad hoc) e di ballare il pubblico non aveva più voglia. Sì, perché da quella linea-battito, linea-battito è stato rapito. Tutti i presenti sono stati trascinati in un’orgia di pulsazioni quadratiche, centriche e concentriche, rigorosamente a passo di digital music. Sembrava di assistere a una “Fantasia” del terzo millennio. Digitale, minimale e senza quell’antipatico di Topolino. Per me che non ho mai avuto il coraggio, i soldi e il fisico per affrontare un “viaggio pissichedelico” da fungo, LSD e cotillons, è stata un’esperienza trascendentale, simile al racconto beatlesiano di “Tomorrow never knows”. Probabilmente anche la debilitazione da influenza deve avere inciso sull’effetto, è vero, però la situazione straniante e mistica ha toccato tutti, a giudicare dalle facce. Una bella serata insomma, conclusasi con mr. Henke a spiegare a parte del pubblico come aveva impostato tecnicamente la performance, frutto tutto di improvvisazione, sia di suoni che di visioni. Visto che l’evento rientra nei preparativi alla “battaglia finale” per la candidatura di Siena Capitale della Cultura europea 2019, non posso che lanciare un guanto di sfida al professor Sacco: se Henke da dj si è fatto professore, perché lui (Sacco eh…) che professore nacque non tenta anche la carriera da manipolatore di dischi?

Due p.s.: 1 – Unica pecca del “Lumiere” è stata la presenza eccessiva da effetti fumo. Propongo per la prossima volta di usare l’Eucaliptolo, almeno così possono passare tutti i disturbi influenzali.

2 – Fra i presenti ho intravisto tante persone che a Siena e dintorni provano a fare musica, in particolare elettronica. Che ci sia un piccolo movimento nella nostra Provincia? La nuova Ibiza o la seconda Detroit? Quello che sarà si vedrà in futuro, di sicuro fa piacere vedere gente che non si arrende. Affogate pure nel Maelstrom della noia voi del “A Siena non c’è mai niente da fare”.

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