10 CANZONI DA RICORDARE – di Francesco Panzieri

#7 David Bowie – “Heroes”

HEROESUna delle canzoni d’amore più belle e conosciute di tutti i tempi, “Heroes” di David Bowie, nasce in un momento di forte cambiamento del Duca Bianco. Dopo un successo travolgente che in tre anni l’aveva consacrato come la rockstar numero uno del pianeta, il nostro si era perso a Los Angeles in un delirio di alcool e cocaina, si era trasformato in una sorta di vampiro. Secondo l’agiografia personale, a fine 1976 avrebbe deciso di recarsi a Berlino “per ripulirsi” insieme all’amico Iggy Pop, del quale stava producendo “Lust for Life” (ma scherziamo? Ripulirsi a Berlino in quegli anni…In casa con Iggy Pop?). Comunque sia, i due nell’appartamento a Schönberg si erano sicuramente decisi a dare una svolta alla carriera in termini di stimoli: facevano a gara a produrre materiale e canzoni nel minor tempo possibile. Da quell’esperienza nacquero “The Idiot” e “Lust for Life” dell’Iguana e la trilogia “Low”, “Heroes”, “Lodger” di Bowie. Il Duca Bianco ascoltava molta musica elettronica tedesca ed europea, molto del cosiddetto “krautrock” (Kraftwerk e NEU! in primis) e decise di affidarsi all’abilita’ di Brian Eno per aiutarlo nella scrittura e negli arrangiamenti. “Heroes” è il frutto più maturo di tutta una serie di influenze musicali e sociali del periodo. Sullo sfondo si alza un muro sonoro di chitarre, sintetizzatori e percussioni, ed i “riff” di Robert Fripp, chitarrista dei King Crimson, a dare un’aura epica a tutta la canzone. Nel testo si parla di un amore disperato, di un amante che implora la sua ragazza di non andarsene e di non scegliere strade più semplici, perché come dice lui nella canzone: «We can be heroes, just for one day» Negli anni David Bowie ha dichiarato di essersi ispirato a varie storie d’amore tra emarginati: tra un alcolizzato ed una ragazza problematica, tra due amanti divisi dal Muro di Berlino, tra il suo produttore Tony Visconti ed una corista tedesca, quando il primo era ancora sposato e la relazione doveva rimanere segreta. In ogni caso si parla di persone tenute in disparte che, prima di essere sopraffatte dalla disperazione, cercano di ottenere un successo dalla loro relazione. Sullo sfondo lo scenario della Guerra Fredda, della splendida decadenza berlinese degli anni Settanta (“standing by The Wall”). Impossibile non collegare tutte queste storie con il film simbolo di quegli anni, “Christiane F. Noi ragazzi dello zoo di Berlino”, storia d’amore disperata tra adolescenti che vivono il baratro della tossicodipendenza e della prostituzione minorile, che vedono morire “per una spada di stricnina” i loro amici più cari. “Heroes” fa parte della colonna sonora, accompagnando una delle poche scene del film -quella del centro commerciale- in cui ancora i protagonisti hanno delle speranze di felicità. Poi tutto sarà in salita, fino alla separazione finale di Christiane e Detlef, che prenderanno strade diverse (la disintossicazione lei, la prostituzione lui). In una bellissima canzone dei NEU! di due anni prima (1975), alla quale dichiaratamente Bowie si ispirò, “Hero”, si dice: “And you’re just another hero riding through the night / Riding through the city, trying to lose your fight”. È per riferirsi a storie come queste, che aveva visto a Berlino, che il Duca Bianco decise di mettere il titolo tra virgolette: non si parlava di imprese mirabolanti e di conquista del successo, ma di piccole conquiste e piccole speranze, di eroismi di tutti i giorni.

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