La recensione di oggi : INTERSTELLAR di Christopher Nolan – di Michele Iovine

1414055010_1412239739_interstellar.thm_Il film più atteso dell’anno. La fantascienza ha sempre creato grandi aspettative, ha sfornato uno dei film più belli della storia del cinema come ‘2001 Odissea nello spazio’, ha creato saghe che hanno segnato generazioni e generazioni e che ancora oggi vivono di vita propria e qualora ciò non bastasse sono costantemente aggiornate con prequel, sequel, remake di ogni sorta vedi ‘Stars Wars’ e ‘Star Trek’. Nolan si trovava quindi, volente o nolente, davanti ad una grande sfida, riuscire a piazzare all’interno di questo genere una grande opera che potesse competere per qualità e intensità con i film che hanno già scritto in passato la storia della fantascienza. Beh…non ci è riuscito. ‘Interstellar’ è un film ambizioso, il che non è per forza di cose un difetto, ma solamente un rischio a priori. Dopo 170 minuti di pellicola possiamo però sentenziare che Nolan non è stato all’altezza di suddette aspettative. E’ chiaro e anche giustificabile che un film così lungo che affronta temi tanto affascinanti e dibattuti quanto complessi e delicati allo stesso tempo, possa avere dei difetti al suo interno, delle increspature che rendono l’opera nel suo complesso di non facile fruizione, ma qui c’è forse un problema più grande. Il film manca completamente di poesia. Ne è privo soprattutto in quelle parti dove ci si attende uno slancio emotivo della storia, ne è privo a livello visivo là dove le immagini per quanto ben fatte del viaggio interstellare non hanno lo stesso fascino che si poteva riscontrare nel già citato ‘2001’, ma anche senza andare così lontano, nel recente ‘Gravity’ di Cuaron e ne è scarno soprattutto a livello di caratterizzazione dei personaggi. I molti colpi di scena finiscono per rendere debole una sceneggiatura che all’inizio ci aveva preparto ad una visione molto ben diversa e più altisonante di quella che poi ci propina nella seconda parte, addirittura si scade in una banale rissa con le tute spaziali su un pianeta sconosciuto, come se fossimo davanti ad un fanta-thriller qualunque, la storia si fa eccessivamente lunga, anche un po’ ripetitiva e non si può affidare alla forza solo e soltanto della parola la spinta empatica di una vicenda che a tratti diventa quasi un trattato di fisica. Il rapporto tra padre e figlia e l’amore come strumento di comunicazione tra le due parti in causa non può essere sufficiente per emozionarci e seppur qualche trovata geniale c’è, come quella della libreria, ad essa il regista ci conduce male e troppo tardi, oramai già svuotati e stanchi. Interstellar non possiede molto fascino, ha spunti tematici interessanti si, ma che Nolan riesce a sviluppare solo a livello dialogico, mancando di costruire una parte visiva altrettanto forte e intensa che è poi l’essenza stessa del cinema

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