La recensione di oggi: MAGIC IN THE MOONLIGHT di Woody Allen – di Michele Iovine

Woody Allen si riconosce subito. Prima ancora che dalle immagini in movimento della pellicola da quelle statiche dei titoli di testo che hanno sempre la stessa forma e lo stesso carattere, nomi bianchi su sfondo nero. Poi entra la musica jazz o swing, qualche volta ci accompagna quella classica. Infine la prima scena completa il nostro effimero esercizio di ricomposizione delle marche enunciative che attestano che si, si tratta proprio del regista di “Manhattan”. E anche in quest’ultimo film Allen non si smentisce e ci mostra i suoi soliti temi: la magia, la religione, il significato della vita, il suo pessimismo riguardo al significato dell’esistenza stessa, l’irrazionalità che la governa. Noioso? No affatto. magic-in-the-moonlight5Leggero, frizzante, divertente anche se non raggiunge mai l’apice della comicità, verboso come da copione con battute ficcanti e geniali. Da quando Allen ha deciso di non recitare più nei suoi film le cose non sono cambiate poi molto, se non dal lato prettamente interpretativo. Che non è poco in realtà, per chi lo apprezza. Come detto, i marchi di fabbrica ci sono tutti, le tematiche sono sempre le stesse, lo stile visivo immutato, niente è sostanzialmente cambiato dal punto di vista della costruzione dell’immagine e di tutti quegli elementi che contribuiscono a dispiegare i significati oramai noti. La differenza la fa allora soprattutto l’interprete, colui o colei che fanno le veci di Woody Allen e al quale lui decide di trasferire il suo personaggio con tutte le nevrosi, le ansie e i gesti che gli appartengono. Colin Firth rappresenta in questo senso il miglior esperimento finora effettuato. L’attore inglese riesce infatti a conferire al suo personaggio un proprio stile che lo rende credibile e non soltanto una copia dell’Allen attore (come ad esempio era successo con Owen Wilson nel pur notevole “Midnight in Paris”). Chi Allen non lo ha mai apprezzato stia pure a casa, chi lo ama lo segua anche in questo viaggio

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