Una burla, un post, una scusa

Wunderbar, nell’idea dei suoi fondatori, è nata (e deve restare) un’associazione culturale. Un luogo virtuale, e fisico, dove tutti possano esprimersi liberamente, parlando di ciò che conoscono e di ciò che vorrebbero conoscere. Va da sé che ci spinge la passione, e che miriamo a tutto meno che a un guadagno di pecunia e visibilità.

Pochi giorni fa un noto quotidiano locale ha pubblicato in prima pagina la notizia che vedete in foto: un nostro coetaneo avrebbe vinto una considerevole, e rateale, somma di denaro. Notizia che, se fosse stata vera, c’avrebbe rallegrato comunque la giornata, oltre a farci provare un minimo di senesissimo “sformato”.
Se. Fosse. Perché altro non era che una gag, una burla, ben congegnata in poco tempo, a cui il redattore dell’articolo ha, per sua sventura, abboccato. E allora giù di ricostruzioni fantasiose. A rileggerla adesso sembra quasi di sentirla quella perfida monetina che gratta quelle caselle fino a rivelare la straordinaria vittoria. E non si può non apprezzare il gesto del neo-ricco, che ha pagato il conto del ristorante.
A poco è valsa la non obbligata né obbligatoria smentita dei protagonisti del simpatico fattaccio: non ha avuto la fortuna di apparire sulle pagine del quotidiano di cui sopra, che si è servito di un breve trafiletto a pagina 12 per spiegare il tranello in cui era caduto.corr

Da par nostro abbiamo ritenuto interessante affrontare l’argomento sul nostro blog. Imprudenza? Poco tempismo? Chi lo sa? Non di certo noi, che, in seguito a qualche “seccatura”, dopo rapida consultazione, abbiamo unitamente deciso di rimuovere il post incriminato, dal titolo NON gratta e NON vince seimila euro al mese, a firma de “I burloni del Web”, come erano stati apostrofati dal quotidiano di cui sopra gli amici protagonisti della simpatica gag. Il motivo? Evidentemente in questa città sorridere è ancora un’attività che causa qualche mal di pancia

Chiudiamo dicendo che, banalmente, è giusto che a ognuno resti il suo lavoro: il giornalismo ai giornalisti e la lettura ai lettori. Cioè noi. Che ci chiediamo come lo scoop (bufala) di una vittoria al Gratta&Vinci possa finire in prima pagina su un quotidiano cittadino, soprattutto “nonostante le verifiche fatte”. Ma tant’è: non è nostra intenzione insegnare il mestiere.

Come Associazione Culturale intendiamo scusarci, per questo spiacevole inconveniente, con chi ci legge e ci segue tutti i giorni, manifestando il suo appoggio su Facebook, sul blog, ai nostri eventi. Il nostro impegno è solo verso i nostri ammiratori” e i nostri errori li pagano solo loro, di conseguenza.

L’Associazione

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