La tregua – di Jacopo Rossi

«Bruce, maledetto indiano, vieni a vedere».

«Quante volte te lo devo dire, Dick, non sono indiano, sono inglese. L’India è britannica da un bel pezzo, come te, come il pudding, come la Regina, come…»

«Vieni lo stesso!»

Bruce Bairnsfather, ventisette anni, un futuro da fumettista ed un presente da mitragliere nel Royal Warwickshire Regiment, levò il culo dal fondo della trincea. Con cautela, ché comunque i prussiani, con quei ridicoli elmetti con lo spuntone in cima, erano a pochi metri da loro.

Erano più di cinque mesi che se ne stavano in quel buco vicino a Ypres, in quello che gli sembrava il Belgio, forse. Non aveva studiato molto, anche se suo padre, tenente fuciliere, avrebbe voluto. Ma tant’è. Fisica e filosofia non servivano a molto, quando sei a centinaia di chilometri da casa, in una merdosissima buca in terra, davanti ai mastini di Guglielmo II, Dio non gli dia mai bene.

Si alzò e raggiunse il commilitone, che intanto aveva svegliato altri fantaccini come lui, se di svegliare e dunque dormire si poteva parlare, nella trincea di cui sopra.

«Li vedi?»

Lo sgraziato Dick lo riportò alla realtà. Ciò che vide lo portò nello sgomento più totale.

Candele. Quei fottutissimi crucchi mettevano candele e decorazioni ai bordi della trincea. Un piccoletto biondo, che Bruce avrebbe visto meglio in una birreria a pulir boccali che in guerra, stava ricavando un festone da una bandoliera vuota.

Un altro, che Bruce riconobbe distintamente essere quel maledetto Landsturmfusilier che per poco non gli faceva pelo e contropelo qualche giorno prima, stava decorando un albero rinsecchito come le sue manacce bavaresi. Un paio di suoi compatrioti si passavano una misteriosa gamella, cantando la prima strofa di Stille Nacht.

Sgomento, un sottoposto di Bruce, un certo Fawkes iniziò a caricare lento il suo moschetto per impallinarne un paio. Uno scapaccione lo riportò a più miti consigli, tanto che, per primo ed a pieni polmoni, intonò, in risposta ai tedeschi, Silent Night.

Fu un attimo, o forse una mezzora: il Lieutenantkorpf, seguito da un tremante fuciliere munito di bandiera bianca, osò quel che nessuno sentiva di fare: attraversò la terra di nessuno, quel lembo di fango tra le due trincee, costellato di cadaveri. In mano teneva un pacco.

Nel pacco, che Bruce si prese l’onere di scartare in quanto più alto di grado, c’erano grappa tabacco, salamini tedeschi e foto di suffragette ammiccanti e svestite quanto basta, o forse un po’ di più. Altri seguirono il suo temerario esempio.

Era il 24 dicembre del 1914 e quel giorno anche gli obici si fecero gli auguri.

PS: appuntamento stasera, ore 17, presso i locali della Società Il Cavallino per il secondo incontro de La Guerra più Grande. Si parlerà della Guerra a Siena e,  seguire, verrà proiettato il film Joyeux Noel, che tratta proprio della tregua più famosa di quegli anni.

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