La Guerra più Grande: la presentazione – di Michele Piattellini

C’è stato un tempo nemmeno troppo lontano in cui i pittori hanno detenuto il monopolio dell’immagine. I loro dipinti erano le uniche raffigurazione con cui un individuo potesse entrare in contatto. In quegli anni e fino alla fine dell’ottocento i pittori più in voga erano quelli in grado di dimostrare grande maestria tecnica. Jean Leon Gerome e Alexander Cabanel erano tra coloro che  avevano il massimo successo. Perché oggi sono quasi del tutto  dimenticati?Tutto comincia a Parigi il 15 aprile del 1874 quando nello studio del fotografo Nadar si riunisce un gruppo di pittori rifiutati dal Salon Ufficiale. Le loro opere suscitano scandalo poiché vengono giudicate un’assurda accozzaglia di colori. Questi pittori passeranno alla storia con il nome di Impressionisti. Tra di loro il più impressionista di tutti era Claude Monet. Significativa per comprendere l’opera di tutto il gruppo è l’analisi del suo celeberrimo Impressione al levar del sole.

impressione al levar del sole

Osservandolo ci accorgiamo di come manchi del tutto il disegno preparatorio, i colori sono accostati direttamente sulla tela, le ombre sono colorate, le figure e gli oggetti sono accennati ma non delineati. Per tornare alla domanda iniziale bisogna aggiungere che già da qualche anno era nata la fotografia. Per la prima volta la pittura perse quello che avevamo definito come monopolio dell’immagine. La grande conquista degli impressionisti fu dunque comprendere che non si poteva più competere sul terreno del realismo mimetico ma solo su quello dell’istantaneità.Tra i pittori che parteciparono alla mostra nello studio del fotografo Nadar c’era anche Paul Cézanne. Dall’impressionismo egli apprese il dipingere en plein air e la ricerca della massima luminosità nei colori ma quell’esperienza fu per lui solo l’inizio di una ricerca che lo vide tormentarsi continuamente nella speranza di giungere a quella verità essenziale delle cose che la semplice impressione visiva non poteva esaurire. Esemplare per comprende re la sua pittura è la serie di dipinti aventi come soggetto la montagna Saint Victoire. Ne Il grande pino del 1885-87 il paesaggio è ancora rappresentato fedelmente benché si noti una certa tendenza alla geometrizzazione.

pino

Nelle opere successive fino ad arrivare al 1906, anno della sua scomparsa, la montagna, le case e gli alberi vengono ridotti sempre più marcatamente a figure della geometria solida (sfere,coni,cilindri). Resiste pur nella scomposizione e ricomposizione ancora una verosimiglianza dell’immagine ma che ben presto sara’ del tutto scomposta da un artista spagnolo, l’inventore del cubismo Pablo Picasso. È nel 1907 che Picasso cambierà la storia della pittura con il celeberrimo Les Demoiselles d’ Avignon.

demoiselles-d-avignon

Partendo dalle solide volumetrie di Cézanne, Picasso semplifica le geometrie dei corpi e coinvolge in tale semplificazione anche lo spazio. La figura femminile in basso a destra è seduta di schiena ma allo stesso tempo ci sta guardando sia di fronte che di profilo. Picasso introduce il movimento e dunque il tempo sulla superficie pittorica. La prospettiva tridimensionale è demolita nella sua artificiosità. Nel fra tempo in Russia Wassily Kandisky stava anche esso distruggendo l’arte mimetica. Se fino ad ora infatti il giallo e il verde erano serviti a riempire le sagome del sole o delle foglie, ora il giallo significa giallo e il verde significa verde. Come la musica è fatta di rapporti tra suoni e pause la pittura a stratta di rapporti tra colori e forme. A questo punto con un breve salto nello spazio e nel tempo giungiamo al 1916 in Svizzera dove al Cabaret Voltaire di Zurigo si riuniscono intellettuali ed artisti scappati dai propri paesi d’origine. Le linee guida di questo movimento chiamato Dadaismo sono il gusto per il paradosso e il gioco dei non sensi. Tra di loro l’esponente di spicco sarà un francese: Marcel Duchamp. Siamo nel 1916 e Duchamp si era trasferito già da un anno a New York per sfuggire anch’esso al conflitto. L’artista comincia a comprare degli oggetti e a firmarli. La trasformazione da cosa ad opera d’arte consiste nella scelta: l’artista seleziona una cosa già fatta e senza aggiungere né togliere nulla ne decreta lo status artistico. Con il ready made si esce dallo spazio della pittura e si aprono nuovi orizzonti del fare artistico. Un fare che non è più legato all’abilità tecnica.Si passa dunque dalla rappresentazione dell’oggetto alla sua presentazione.

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