1930 – di Ermanno Anselmi

Un nostro iscritto, che ci ha chiesto di mantenere l’anonimato per non incappare in sospetti di gloria effimera, ha ritrovato nella soffitta di un vecchio casale un libello contenente una trentina di poesie di tale Ermanno Anselmi. Le scarne note della quarta di copertina così recitano:

Ermanno Anselmi (1912 – 1956) fu uno dei primi esponenti del simbolismo crepuscolare italiano. Fortemente influenzato dal Pascoli, no ha mai prediletto una metrica rispetto ad altre. Le opere contenute in questo libro sono le uniche ad ora ritrovate.

Dischiusi i miei sogni diurni,
con gli occhi azzurri dei tempi
le mani striate di nervi
torrenti più verdi sui campi.

Qual era il tuo nome di sidro?
vocio di furtivo tentenno
Qual era quel sogno leggiadro
che scosse ogni pallido affanno?

I tigli nereggiano ancora
in capo alle veglie riposte
esonda la luce di allora
esonda ma senza risposte

E c’era, riempita di nubi
una nostra soffitta piccina
alieni dai grandi connubi
scriveva la nostra rovina.

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