Siesta africana – di Ermanno Anselmi

Intramezzo di poesia nella veranda.
Studio di frasi, futurismo africano.
Cantare i suoni della costa
mentre lei dorme involta nel lenzuolo solare:
scultore d’una gamba
che immortala e fascia marmorea
una leggenda greca.
Eppure lei è questo:
bassorilievo di sogni scolpiti,
follia cruda.

Intervallo d’azione.
Cuneo rovente sul cranio, futurismo africano.
Stordita, la sua forma giace su le coperte
d’un latte che la scolora e la fa liquida posa.
Acquarello, tinta unica sul cavalletto.
Eppure lei è questo:
stilografia astratta d’inchiostro,
come un vascello confuso
nella turbina dell’onda.

Sosta: vive Calliope sulla mia mano.
Futurismo africano,
brezza di piombo.

Come morente lei,
i capelli sepolti all’indietro nel sonno.
Velo da sposa per nozze valchirie,
coi fiori in testa rattii alla selva.
Eppure lei è questo:
sermone d’occhi chiusi e preghiera.
S’intona roca nella cavità del tempio.
Visione febbrile, bagliore.

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