Stefano Bollani, The Danish Trio – di Ferruccio Palazzesi

In una fredda serata di Lugano, e complici le circa 20 puntate viste (e riviste) del suo programma su Rai3, decido con la mia ragazza di andare a sentire al “teatro” di Lugano (un grigio palazzo congressi) Stefano Bollani The Danish Trio. Alle ore 20:30 in punto, come promesso dalla locandina annunciante il concerto (la Svizzera impone una certa precisione si sa), si presentano in tre in sala. Stefano Bollani, Jesper Bodilsen e Morten Lund. Da qui già si nota (d’altronde è un concerto) la stranezza mista a sregolatezza del musicista italiano e della sua compagine: il Danish Trio è in realtà un duo, contrabbassista e batterista. Bollani forse é il terzo, ma mancano le chiari origini danesi. Il concerto inizia. Non una parola, non un gesto, un “buonasera”, ma una cascata di note, suoni, assoli che per la prima mezz’ora non ti fanno pensare altro che alla musica e alla bravura dei sui interpreti. Stefano Bollani, seppur fisicamente invecchiato (pancetta, capelli sempre più bianchi con principio di calvizia) suona tra le 400 e le 500 note al secondo. Scene da “La leggenda del pianista sull’oceano”. Roba da rimanere a bocca aperta con tanto di mandibola bloccata. Ma certo non e’ una sorpresa. Per un neofita come me il danish trio(duo) merita comunque altrettanta attenzione grazie alle loro grandi capacita’ e grandi melodie. Da segnalare sicuramente l’assolo del contrabbassista, che senza volerlo, all’apice della concentrazione, “scimmiotta” il suono del suo strumento con la bocca a tromboncino. Dopo mezz’ora inizia lo spettacolo nello spettacolo, Bollani si alza prende il microfono e discute con i sui compagni su quale sia la nota giusta per chiudere questa canzone. Anche dal vivo si dimostra un bell’animale da palcoscenico. E poi via si ricomincia con scale, suoni, percussioni, siparietti e sfide musicali che per due ore, due, ti riconciliano con il mondo. Intramezzate da gag più o meno improvvisate dall’italico genio (“Questa canzone vene sempre diversa quando la suoniamo, quindi anche se ora non vi e’ piaciuta, compratelo lo stesso il cd qui fuori…” risate). Io ci sono ovviamente cascato e oltre a comprargli il cd, sono tornato giovane aspettandolo all’uscita per un autografo. Unica note negativa della serata: il pubblico. Caldo o almeno rumoroso alla fine, ma poco, molto poco. Pensare che a 60 km piu’ a sud, a Milano, alcuni anni fa, Bollani ha suonato davanti a 50mila persone, dispiace un po’, anche per lui. Tra il pubblico pero’ si distingue sempre il genio, in questo caso impersonificato da una signora attempata alle mie spalle: “Bello questo concerto, peccato che non ci fosse un coro a cantare”. Con il coro non sarebbe il concerto di Bollani The Danish Trio.
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