Paolo Lorenzi, un senese alla battuta- di Lorenzo Cialdani*

Partire da Siena per calcare i campi da tennis di tutto il mondo, portando con sé grinta, talento e abnegazione. La storia di Paolo Lorenzi, eccellente tennista azzurro, inizia dalla realtà senese, dove continuano a risiedere gli affetti e le sue speranze per il futuro, fino ai grandi risultati ottenuti: 21 trofei Challenger, una finale ATP250 e la posizione di N.49 del mondo, oltre a numerose convocazioni nella Nazionale italiana in Coppa Davis.
Durante il suo impegno nei tornei sudamericani, dove ha oltretutto conquistato la finale nel tabellone di doppio del torneo di San Paolo in Brasile, ha risposto alle nostre domande, parlando della sua passione per il tennis e della sua vita, tra Siena e le sue tantissime avventure sportive.

lorenzi

Paolo, complimenti per i tuoi risultati e grazie per il tuo tempo.
Grazie. Sono sempre molto felice di poter parlare della mia città e di tennis.

Se ti metti a pensare ai sogni ed alle aspettative di quando eri ragazzo, che effetto fa essere entrato nei primi 50 del mondo ed essere rimasto per anni a contatto con i grandi del tennis?
Se penso a quando ero ragazzo, credo di essere stato davvero molto fortunato perché sono riuscito a realizzare il mio sogno, quello di diventare un tennista professionista. E dei tanti ragazzi che avevano il mio stesso obiettivo la maggior parte invece ha dovuto fare altre scelte nella vita.

Dopo tanti sorteggi sfortunati (due volte Djokovic, Federer, Berdych ecc.), ecco la tua prima vittoria Slam contro il giapponese Nishioka agli U.S.Open 2014. Ti ha anche portato bene, visto il successo su Dolgopolov a Melbourne e la bella prova contro Pospisil. Qual’è il tuo rapporto con i tornei dello Slam? E che sensazioni ti ha dato il primo successo?
Devo essere sincero, nei tornei dello slam sia per le condizioni, che non sono le mie preferite, che per sorteggi non proprio semplici è passato del tempo prima di vincere il primo incontro. Però adesso mi sono sbloccato e spero di continuare così. La partita vinta a New York mi ha tolto un peso, sembrava una maledizione ma invece, come spesso accade, se lavori duramente i risultati prima o poi arrivano.

Grazie a te c’è un po’ di Siena nell’Olimpo del tennis. Tu, invece, cosa ti porti della tua città in giro per il mondo? A cosa ti fa pensare Siena durante le tue trasferte sui campi più lontani?
Posso dire che Siena è’ sempre con me perché è da sempre la mia città. La mia casa, la famiglia, la ragazza, gli amici sono tutti qua ed appena riesco ad avere qualche giorno libero è qui che torno. Molti sportivi si spostano ma le mie radici sono in questa fantastica città e sono contento di viverci.

Dopo tanti anni di aerei ed allenamenti tutto può sembrare automazione e routine; cosa è per te il tennis, e come lo vivi all’interno della tua vita tra passioni, amore, amicizia e famiglia?
Difficile che il tennis diventi routine dato che ogni settimana cambi posto e l’adrenalina che ogni partita riesce a darti è una sensazione unica. E poi il tennis è la mia vita, in questo momento è la mia priorità, diciamo che in questo caso le difficoltà maggiori sono per la mia ragazza che per vedermi deve prendere l’aereo o per i miei amici che ogni tanto costringo ad accompagnarmi!!!! La mia famiglia è abituata e mi hanno sempre aiutato fin da giovane.

Quali sono i momenti che ti sono rimasti maggiormente dentro? Quale quello che ricordi con più piacere e quello che invece cancelleresti?
Ho tantissimi ricordi, belli e brutti, come è normale che sia in una carriera lunga. Tra i più speciali sicuramente la partita a Roma contro Nadal o la partita in Coppa Davis contro Cilic a Torino. Quelli da cancellare sono troppi, non finiremmo più!

I tuoi recenti risultati ti vogliono sempre più competitivo nei tornei ATP e Challenger. Come pensi che sarà il tuo futuro dopo il tennis? Hai qualche sogno nel cassetto?
Il mio sogno è sempre stato quello di giocare a tennis e finché ci riesco non posso pensare a qualcos’altro. Quello che posso dire è che se decido di rimanere in questo ambito spero di poter dare una mano con la mia esperienza ai giovani italiani.

Molti pensano che il tennis sia solo quello dai grandi riflettori e delle tribune piene. Tu che hai giocato e vinto molto nei tornei Challenger e nei Futures, puoi dirci come ci si sente su un campo da tennis con tutto il peso su di sé? Quanto hanno significato per te quelle esperienze?
Il bello ed il brutto del tennis è che sei solo e quindi vincere o perdere dipende soprattutto da te stesso e nessuno ti può dare una mano. E’ una lezione importante che devi imparare il prima possibile. Da questo punto di vista non cambia molto dove giochi, tranne il fatto che più i tornei sono piccoli e sperduti e più ti senti solo. Però ti assicuro che se riesci a superare quei momenti allora sei pronto anche per i tornei maggiori.

Grazie Paolo per la tua disponibilità, e un grande in bocca al lupo per il tuo futuro! Vuoi fare un saluto ai nostri lettori?
Crepi il lupo!!!!!! Un caro saluto a Siena con l’auspicio che cresca sempre di più la passione per il tennis.

A presto, Paolo

*Lorenzo Cialdani studia e vive a Siena. Futuro giornalista, collabora con diverse testate sportive online come Tennis.it e SpazioTennis.

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