supersesso '70

AL CINEMA SERVE UNA DOSE DI SUPERSESSO (’70) – di Jacopo Rossi

Un’atmosfera trash, che si rifà fieramente a pellicole ormai vecchie di quarant’anni. Una colonna sonora funky, vivace, allegra. C’è di tutto: arti marziali, horror, sesso (?) e fantascienza. Soprattutto fantascienza. La trama è dominata infatti da un attacco alieno, anzi, di un alieno, a metà tra il Ranxerox di Tamburini e Liberatore e un Terminator di infima categoria. La minaccia va scongiurata con ogni mezzo: il ferale extraterrestre vuole asciugare il liquido del piacere, le preziosi secrezioni che facilitano il lavoro a uomo e donna in certi momenti particolarmente intimi. Quel liquido è il carburante per il suo razzo e, per far questo ha un’arma potentissima, talmente futuristica da sembrare vecchia di due secoli. Come può il pianeta Terra scongiurare questo pericolo?
Supersesso ’70, questo il titolo della pellicola, non fa eccezione: come nella miglior tradizione cinematografica, solo un uomo, dotato nel vero senso della parola, può combattere ad armi pari l’odioso androide. Il suo nome, manco a dirlo, è Mario Stallion.Come andrà a finire? L’attacco alieno rischia davvero di intaccare la serenità che solo i piaceri della carne possono dare? Per saperlo lo abbiamo chiesto a Dick Stantuffo, classe ’79, regista di un progetto che rischia di rivelarsi esilarante e geniale al tempo stesso.


 


stantuffo supersesso
Dick/Nicola

Raccontaci un po’ chi è Dick Stantuffo…
Dick Stantuffo in realtà si chiama Nicola Piovesan. Sono nato a Venezia. A vent’anni sono andato al DAMS di Bologna, dove ho iniziato a girare i primi cortometraggi. Cinque anni fa mi sono trasferito a Milano per insegnare. Nell’autunno del 2011, stanco della situazione italiana (in ogni settore: economico, politico, artistico) mi sono trasferito in Nord Europa, a Helsinki. Da lì mi sono spostato a Tallin. Qui mi occupo di video a 360°, collaborando con clienti in tutto il mondo: cortometraggi comici, drammatici, documentari, video musicali, animazione, pubblicità.

supersesso
Candy Butterbutt e il temibile alieno

Chi c’è dietro al progetto di Supersesso?
L’idea è mia, principalmente. Insieme a un mio amico estone, Aleksander Vassiljev, abbiamo progettato questo film. Il cast è misto, italo-estone, direi. La troupe invece proviene quasi tutta dalla scuola di cinema Baltic Film School, dove ho insegnato per un semestre. Tra gli attori credo valga la pena menzionare Ettore Scarpa, che interpreta Mario Stallion, e Beatrice Fenice, che presta volto e forme alla bionda Candy Butterbutt. Ci sono poi due case di produzione: la chaosmonger, di mia proprietà, e me.de.a, di Stefano Enzo.

Ci hai detto chi c’è dietro Supersesso ma…perché? C’era davvero bisogno di una pellicola come la vostra?
Sì. Con Aleksander una sera ci siamo messi a scherzare. Eravamo delusi dalla mancanza di idee nei film per adulti, dai loro stereotipi maschili e femminili: tutto è patinato, finto, privo di carisma.
Così ci siamo detti “facciamo un film per adulti come si faceva una volta!”. Un produttore, Stefano Enzo, ha creduto nel progetto, ci ha dato la somma iniziale, fondamentale per girare il trailer e collaborando ad esso nella fase creativa. Adesso abbiamo intrapreso una campagna di crowdfunding sul portale Indiegogo per reperire i fondi mancanti.

Come sta procedendo questa campagna?
Il trailer ha fatto più di trecentomila visualizzazioni tra facebook, youtube e vimeo. Purtroppo in pochi hanno realmente contribuito alla campagna di crowdfunding, solo una cinquantina di utenti. Una percentuale davvero bassa se paragonata ai click del video. Non so se dipende dal tema trattato, che può causare un po’ di vergogna, o se dalla mancanza di esperienza degli italiani con certi meodi di raccolta fondi, fatto sta che sono numeri molto bassi. Siamo fermi a circa 1000 dollari dei 200mila prefissati. Tempo ce n’è ancora, speriamo che tutti quelli che hanno detto “contribuisco” lo facciano concretamente entro la fine della campagna, che sarà il 9 aprile.

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Mario è ufficialmente l’unica speranza della Terra

Quando inizieranno le riprese di Supersesso ’70?
Dipende se riusciamo a raccogliere la cifra: se tutto va per il meglio, si girerà in estate, probabilmente. Ma visto che la campagna non sta andando bene, c’è il rischio concreto che il film non si faccia o che diventi qualcos’altro.

Hai già partecipato a progetti simili? Ne hai in mente altri per il futuro?
Avevo provato un’altra raccolta fondi qualche anno fa, con la web series Imbattibili cinque ma non andò bene nemmeno quella. Sto cominciando a perdere fiducia nel crowdfunding italiano, non so se in futuro userò le stesse modalità, forse sarebbe meglio puntare agli Stati Uniti.

E per quanto riguarda le tematiche “particolari” del film?
Se invece ti riferisci alle tematiche “hard” del trailer, no, è la mia prima esperienza in tal senso. Non è un porno comunque, tutt’altro: è una parodia, un tributo ai b-movie, alle commedie sexy degli anni Settanta, fatte con poco budget, scritturando attori villosi e attrici procaci e poco vestite. Non ci si sono scene di sesso, tutto è simulato, gli organi genitali sono finti e volutamente esagerati. Diciamo che intanto mi lascio aperte tutte le strade per il futuro.

Come vedi il destino del cinema indipendente in Italia?
Qualcosa si sta risvegliando negli ultimi anni, dopo un lungo periodo. Grazie alle nuove tecnologie, a giovani talenti, al web si cominciano a vedere lavori interessanti, anche in ambito indipendente o nel cinema di genere. Ma il sistema ormai è rovinato da tempo ed è molto difficile trovare la via per il grande schermo, soprattutto senza i contatti giusti o senza amicizie e parentele che contino. La meritocrazia nel nostro paese ormai è un lontano miraggio, non solo in ambito cinematografico.

Per concludere…definisci Supersesso ’70 con parole tue!
È una provocazione, dal gusto retrò, un modo per urlare ai quattro venti che si può ancora fare cinema di genere in Italia, che non ci sono solo film in cui si parla di giovani o di famiglie in crisi o cinepanettoni!

PS: per contribuire a questa pellicola, cliccate sul Indiegogo. Per i donatori sono previste giuste ricompense. Parola del Wunderbar.

 

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