LA RECENSIONE DI OGGI: THE YOUTH – LA GIOVINEZZA di Paolo Sorrentino – di Michele Iovine

Indipendentemente da quello che possono dire le recensioni su questo film c’è un principio da tenere a mente: a chi non piace Sorrentino, non lo apprezzerà neanche questa volta. La matrice tecnica e soprattutto stilistica del suo cinema si rigenera anche in questa pellicola e ci mostra tutta la sua potenza, tutti i suoi pregi e anche i difetti. L’universo sorrentiniano è affascinante, si costruisce di una visionarietà stupefacente che da vita ad immagini dotate di una grande forza espressiva, immagini che costruiscono un mondo ibrido tra quello reale e quello del tutto surreale. In questo spazio tra la fantasia e il concreto, si genera il suo cinema e riesce a regalare dei momenti di grande intensità emotiva. In ‘The Youth’ ci sono tutti questi aspetti, c’è quindi tutto Sorrentinoyouth-poster. La prima parte è impeccabile, perfetta, a tratti il suo miglior cinema di sempre, personaggi eccellenti nell’interpretazione, ma soprattutto nella loro caratterizzazione, in particolar modo lo sono quelli collaterali che fanno da contorno ai due mostri sacri Caine e Keitel, vedi un magnifico Paul Dano, per non parlare d’ell’invenzionie meravigliosa di Maradona. Rispetto ai suoi lavori precedenti, ‘La grande bellezza’ in primis, c’è forse qui più linearità e razionalità, non manca la visionarietà naturalmente, ma si tratta di una visionarietà ben calibrata e attinente a quello che ci viene mostrato, il regista ci porta e ci guida con mano all’interno di un mondo semifantastico. Come quando s’impara ad andare in bicicletta però poi, a un certo punto, ci accorgiamo che non c’è più nessuno che ci guida e che ci si sostiene, ma pedaliamo da soli e Sorrentino dopo averci insegnato a capire il mondo in cui si svolge la narrazione, ci lascia completamente perderci all’interno di esso, in un vortice di meraviglia, ma anche confusionario, dove non tutto si lega perfettamente, dove non c’è possibilità di decifrazione neanche con il libretto delle istruzioni. Si esce frastornati e confusi, sconvolti da tanta bellezza e pieni di dubbi, di domande, ma come difronte a un’opera d’arte quello che ti rimane dentro trascende molti interrogativi, conta l’emozione al primo impatto.

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