botero, bagnante

L’Universo Femminile e l’Establishment culturale della Prova Costume – di Viola Lapisti

tex provaDa tempo volevo dedicarmi a questo argomento di capitale importanza che interessa molte di noi e sul quale esiste un eccessivo interesse mediatico e sociale. Dovremmo ribellarci, proporre un “New Deal” femminile, una guerra d’insurrezione di genere, una marcia per la nostra liberazione…

Luglio: mese dell’avanguardismo estremista delle spiagge piene, dei “carnai”, di mare, di abbronzature bellicose. Mese degli ultimi buoni propositi utili per arrivare preparate a quella che ormai è diventata l’emergenza sociale nota comunemente come la “Prova costume“.

Per strada campeggiano monumentali cartelloni pubblicitari di tonicissime gnocche in costume, con incarnati levigati, abbronzature uniformi “al TOP!”, con vaporosissime chiome perfette malgrado la salsedine ( ce n’è uno proprio davanti ai miei occhi sotto al ponte di Ravacciano, strada che percorro quotidianamente per recarmi al lavoro, di una ben nota marca di intimo e moda mare che mi ricorda, ogni mattina come fosse un sacro monito, che la mia condizione di donna media è quella di aspirare a raggiungere tale canone di perfezione. Ogni benedetta mattina, quando già magari ti girano vorticosamente le ovaie per conto loro, quando già ti affanni sotto la canicola e ti scapicolli in ufficio per timbrare in orario…). Che poi dico, ma graziealcazzo che il tuo costume “Made in China” sembra un ottimo e grazioso capo addosso a te, dall’alto del tuo cartellone pubblicitario ritoccato con Photoshop, tu sei una gnocca certificata (non a caso, altrimenti eri a rispondere al telefono insieme a me per un’Azienda di servizi pubblici e non facevi la modella per Calzedonia!).

Come se non bastasse, ovunque non si parla che di diete e di tecniche di dimagrimento ultra-fast: in pausa pranzo, dal parrucchiere dove, immancabilmente, ti fai sempre e irrimediabilmente una cultura su tutti i giornali di gossip, moda e tisanoreica, sull’autobus, in coda alle Poste per arrivare al culmine del terrorismo psicologico con gli aperitivi tra amiche, durante i quali non si parla d’altro e finisci per guardare il tuo spritz con un’aria bieca di sensi di colpa!

A luglio si impennano le vendite degli attrezzi per la ginnastica domestica, le palestre si ripopolano, si vendono trattamenti estetici miracolosi come se non ci fosse un domani, amiche e conoscenti iniziano a nutrirsi di centrifugati e di costosissimi beveroni ultraproteici che sostituiscono il pasto, o ti cade l’occhio (e l’orecchio) sulle pubblicità delle guaine contenitive, quelle che, stando sempre alle pubblicità, ti prendono che sei Giuliano Ferrara, ti fanno sudare e ti restituiscono al mondo che sei Vincent Cassel. E perché succede tutto questo? Perché è in atto il terrorismo stagionale della Prova costume!

Che poi un tempo si chiamava “prova bikini” che, guarda caso, solo le donne si dovevano preoccupare di essere in forma; poi con la progressiva metrosexualizzazione del maschio medio contemporaneo, è diventata la Prova Costume. È altresì evidente che la Prova Costume è uno dei business più lucrosi degli ultimi 15-20 anni, come la nostra infanzia segnata dagli addominali elettrostimolati delle televendite TESMED può attendibilmente testimoniare.

È altrettanto vero che l’80% della popolazione femminile con cui intessiamo rapporti è convinta di essere grassa; il 90% è convinta di soffrire di cellulite (che è una malattia! Come attesta l’affidabilissimo farmaco Somatoline, e come malati sono evidentemente i suoi produttori visto che non funziona e non funzionerà mai!); il 99% cova qualche complesso, dichiarato o latente, su qualche parte del proprio corpo: non ho le tette, ho le tette troppo grosse, ho il culone, sono flaccida, ho le ali al posto delle braccia e tra poco spicco il volo, sono una nana, sono troppo alta, ho le cosce troppo grosse, ho la cellulite, ho la pancia di Giorgione Orto & Cucina, ho i capillari in evidenza, ho le smagliature, sto invecchiando, faccio schifo. Il 99% delle donne con cui ci confrontiamo conferma tutto questo. L’1% lo lasciamo alle così dette “Fighe vere(si legge “faighe vere” n.d.r) che ti dicono “no, non è vero, a me piace tutto di me, io sono bellissima, la tua è una mera generalizzazione dettata dall’invidia perché sei un cesso”.

Noi ci siamo cresciute con questa angoscia della Prova costume e ognuna di noi ha avuto tutto il tempo per covare e alimentare le proprie insicurezze. Io, per esempio, in quanto appartenente alla categoria di “non figa vera”, per quasi tutta la vita ho osservato un decalogo molto severo sulla condotta che dovevo tenere al mare:

1) Al mare si sta sdraiate sul telo, non ci si alza per NESSUN motivo. Stando sdraiata si può facilmente occultare il rotolo d’adipe che ti giudica sarcastico;

2) Al mare non si pratica alcuno sport da spiaggia: niente racchettoni, niente beach volley ( parzialmente concesso lo schiacciasette, ma SOLO se sei immersa in acqua fino alle tette!). Gli unici sport consentiti sono scala quaranta, scopone scientifico e ruba mazzo, che tra l’altro puoi comodamente praticare continuando a stare sdraiata sul telo (vedi al punto n1);

3) Al mare, se si va al bar, si indossa SEMPRE il copricostume;

4) Al mare, quando ormai sei stanca di trattenere il fiato, fai un bagno, esci dall’acqua e cingi il tuo corpo con il fido, comodo telo. A quel punto puoi anche startene seduta come tutti i cristiani normali (come gli uomini soprattutto) e rilassare il rotolo d’adipe, che ti ringrazierà per questo.

Insomma, per anni avrei voluto vivere nella pubblicità della Vigorsol, ve la ricordate? Quella geniale, in cui c’era l’adolescente timida e insicura che andava in spiaggia e si ritrovava davanti alle bagnine Uber-fighe-vere di Baywatch che correvano e lei metteva in bocca un vigorsol, chiudeva gli occhi, li riapriva e le bagnine erano diventate tutte obese in stile Real Time Extreme Makeover un anno per rinascere. Ecco, io sono stata per anni com quell’adolescente timida e insicura e un po’ forse lo sono ancora. Però di base ho iniziato a fregarmene. Ho iniziato a pronunciare la parola magica MA STICAZZI!

Ho iniziato a pensare che si, ho le smagliature, i capillari, la ritenzione idrica, ho ancora il mio, ormai affezionatissimo rotolo d’adipe che da anni inganna il tempo giudicandomi sarcastico e non sono tonica e sono piena di nei e di imperfezioni cutanee, MA STICAZZI!

E sì, sarò molle e bianca quando arriverò in spiaggia tra femmine color vanghe’, tatuate, con il perizoma fluorescente e il reggiseno a fascia nero, ok, MA STICAZZI!

MA STICAZZI, perché le donne belle sono quelle che si conoscono, che si curano, che si migliorano. Quelle che si accettano e che si amano. Sono quelle la cui femminilità include anche e soprattutto i loro difetti e le loro imperfezioni e le racchiudono in un cerchio quasi ancestrale di fascino, spontaneità e sensualità. Sono quelle che sanno starci bene dentro la propria pelle e che sanno farci stare bene gli altri. Sono quelle che sono donne vere: un corpo è un cervello, soprattutto. E milioni di pensieri ed esperienze, e intraprendenza, e coraggio, e generosità, e amore, e ironia, e intelligenza, e amicizia, indipendenza, forza e coerenza e in ultimo, ma non meno importante, che sono madri e che vorrei vedere io, quelle modelle di Calzedonia se sarebbero fighe vere come tante donne che conosco io dopo aver sfornato uno o due pargoli!

Una donna si può “pesare” su così talmente tante cose che francamente la Prova Costume è la più irrilevante.

Oggi, quando le mie amiche si violentano i neuroni con la Prova costume, io sfodero un mio vecchio cavallo di battaglia e dico “Cara amica mia, mi pare che noi donne di prove ne abbiamo superate tante nel corso dei secoli e già ne superiamo innumerevoli ogni giorno, oggettivamente della Prova costume, ci importa un cazzo!”.

Ripetiamolo tutte e buone ferie a quelle che sono già partite, a quelle che partiranno e a quelle che ritorneranno!

Annunci

Un pensiero su “L’Universo Femminile e l’Establishment culturale della Prova Costume – di Viola Lapisti”

  1. in spiaggia ci sono donne snelle, magre, più formose, grasse..con cellulite e senza, toniche e meno toniche, se volete mettere il bikini mettetevelo. Accettiamo che esistono le strafighe e gli strafighi (che sono più dell’1%) ammiriamo la loro figaggine e rispettiamo quelli non strafighe/i e godiamoci insieme il mare.
    Poi chi vuole mettersi in forma anche d’estate comprando un attrezzo ginnico può farlo, io non sono grasso (ma poco tonico sì) e non andrò al mare quest’anno ma ho deciso di fare un po’ di cyclette ogni giorno, del resto tutti chi più chi meno ci occupiamo del nostro aspetto per noi stessi e per il prossimo, anche questo fa parte della nostra libertà.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...