LA LINGUA FA L’UNIONE – di Gabriele Zisa

 

 

Il nostro mondo è sempre più piccolo, non esiste più il concetto di distanza, infinito e spazio, se non quando parliamo di galassie e buchi neri. La tecnologia ha fornito la risposta a tutte le domande che l’uomo si poneva, ed ora che abbiamo “quasi finito” di conoscere la terra cerchiamo risposte altrove, perché è questa la nostra natura, porci domande su tutto ciò che ci circonda: il come, chi, perché. Se facciamo un passo indietro nel tempo di circa seicento anni l’uomo, pur essendo uguale a l’uomo del nostro tempo, si poneva i nostri stessi quesiti seppur su una scala inferiore alla nostra. Per esempio al tempo di Cristoforo Colombo si pensava che navigando verso ovest si sarebbe andati verso l’infinito, infinito oceano senza una terra su cui arrivare.caravelle_640 Ai tempi si pensava che non vi fossero altre terre da scoprire e che il mondo conosciuto fosse finito ed oltre di esso il nulla. Quest’ultima era una teoria vecchia mille anni, dai tempi dei romani: solo con l’esperienza e con il coraggio di pochi l’uomo è cresciuto, e non smetterà mai di porsi nuove domande e cercare di trovarvi le risposte. Infondo noi non siamo così diversi spiritualmente da un antico romano, solo per esperienze compiute; ma c’è un’altra cosa che alla mia mente torna attuale e lega il nostro mondo a quello dei romani, una cosa da loro l’abbiamo copiata ed è tutt’ora attuale. Conosciamo tutti a grandi linee la storia del grande impero romano, le grande conquista di quasi tutto il continente europeo e zone del nord Africa e medio oriente. Quanti popoli di lingue, religioni e culture diverse condensate in pochi lembi di terra, ma uniti da una cosa sola, semplice, la lingua latina. Una concetto semplice ma allo stesso tempo potente, capito e copiato da un altro popolo secoli dopo, gli Inglesi, che colonizzarono quasi mezzo mondo lasciando in eredità ai popoli sottomessi strascichi di cultura, ma soprattutto la conoscenza della lingua inglese, così come fu all’epoca per il latino, l’inglese è per noi adesso.

 

Unprecedented study shows how much of a melting pot the US really is

Sono rimasto affascinato da questo concetto della lingua, ma se non lo vivete nelle vostre esperienze non potete comprendere il valore altissimo che essa ha. Dal mio arrivo a Londra mi sono trovato a dover interagire con persone provenienti da diverse parti d’Europa e del mondo ed  ecco che sapere questa lingua diventa strumento di comunicazione in primis, ma soprattutto di scoperta dopo. Londra la vedo più come un piccolo impero romano concentrato, come tutte le colonie inglesi unite in uno stesso luogo, come se l’intero pianeta fosse conciso in un solo posto. Quando pensi che andrai ad imparare “solo” una lingua ed al contrario di ritrovi ad apprendere molto di più su gli altri e soprattutto te stesso. Ecco la lingua come strumento di unione, non di finito ma infinito sapere e forse come fu per il latino un giorno sara lo stesso per l’inglese, perché l’uomo è sempre in movimento come quel Cristoforo Colombo che testardamente solcò l’infinito alla ricerca  di risposte. e forse un giorno un altro come lui farà lo stesso “navigando” nell’immensità dello spazio.

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