SULLA BIRRA NON SI SCHERZA – di Valeria Mileti Nardo

 

Prima della mia partenza per Gent, uno dei pochi aspetti che conoscessi riguardo al Belgio era, senza dubbio, la tradizione più che secolare legata alla birra. Di questo ho avuto, col passare dei mesi, le più complete ed esaurienti conferme, non solo assaggiando alcune tra le innumerevoli tipologie di birra (bionde, rosse, scure, trappiste…) ma, soprattutto, accorgendomi di quanto il popolo belga sia orgoglioso della propria bevanda. Credo che qualsiasi abitante di Bruxelles, Gent o Tournai possa andare fiero del principale prodotto della sua tradizione, così come un romano è orgoglioso dei monumenti che costellano la sua città, o un napoletano del magnifico golfo partenopeo. Questa fierezza che anima i belgi li porta, ovviamente, a un consumo più che discreto della nordica bevanda. Non ho ancora avuto modo di vedere un belga comprare una confezione d’acqua al supermercato. Invece, vedo regolarmente persone di ogni età comprare casse e casse di Jupiler. Confido nel fatto che consumino un po’ d’acqua del rubinetto!  Ma di pance gonfie e braccia stagne se ne vedono in quantità!

Bruges, sezione del muro della birra. Ogni birra è esposta con il proprio bicchiere
Bruges, sezione del muro della birra. Ogni birra è esposta con il proprio bicchiere

A parte le battute, la birra ha una tradizione spettacolare, antichissima ed è talmente vasta e articolata che non ho le competenze necessarie per affrontare un simile argomento. Allo stesso modo, non mi azzarderei mai a scrivere un pezzo sul vino. Si tratta di cose molto complesse e tecniche.
Posso però dare un taglio diverso all’argomento, raccontandovi due chicche molto carine e folkloristiche che possono far comprendere più a fondo l’importanza che la birra riveste nella vita del popolo belga.

A voi la prima…

GENT, LA BATTAGLIA DEL GRAVENSTEEN

16 novembre 1949. Da pochi mesi, a Gent, il prezzo della birra è aumentato da 3 a 4 franchi. Questa sola ma preponderante premessa è stata sufficiente per scatenare una delle ribellioni (o è meglio dire scherzi?) della storia del Belgio. Se dico poi che c’entrarono i goliardi dell’Università di Gent, allora si fa facilmente due più due. Quello che fecero i goliardi fu un vero e proprio assedio del Gravensteen, il castello dei Conti di Fiandra, uno dei monumenti più rappresentativi della città.

Il Gravensteen
Il Gravensteen

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Dopo l’assedio, gli studenti si barricarono dietro le alte mura del castello, scagliando frutta e verdura marcia contro le forze dell’ordine e i Vigili del Fuoco, sotto gli occhi increduli di un discreto pubblico di curiosi. La ribellione durò a lungo e finì quando i pompieri riuscirono ad accedere al castello da uno dei bastioni della fortezza rimasto scoperto dagli occupanti.

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Non ho trovato notizie riguardo a un’eventuale ripristino dell’originario prezzo della birra, oggetto del contendere. So però che la polizia, avendo realizzato che si era trattato solamente di un gruppo di giovani che aveva montato uno scherzo davvero memorabile, non procedette con denunce o arresti. Davvero lo fu, un avvenimento memorabile: basti pensare al fatto che la stampa internazionale, compresa quella statunitense, raccontò l’avvenimento e i suoi sviluppi per giorni e giorni.

Caricatura della battaglia del Gravensteen, collezione Università di Gent
Caricatura della battaglia del Gravensteen, collezione Università di Gent

 
Dal 1949, ogni 16 novembre, la goliardia di Gent (“Seniorenkonvent Ghendt”, detta anche “SK”, fondata nel 1934-1935) celebra questo cruciale avvenimento con una sfilata di carri che va dalla piazza della stazione di San Pietro fino al Gravensteen, dove si riuniscono, discutono, festeggiano e… bevono la birra per la quale i loro compagni del passato avevano “combattuto”. Il 16 novembre 2012, poi, è stata posta una targa in prossimità dell’ingresso del castello per commemorare le gesta degli impavidi e assetati studenti del 1949.

oggi
oggi

 

CONDOTTO? OLEODOTTO?
NO, BIRRADOTTO

 

Bruges, 2016. Il protagonista è Xavier Vanneste, gestore della “De Halve Maan Brewery” di Bruges, nota birreria con più di 160 anni di storia. Quest’uomo, in questa nostra epoca ricca di grandi lavori infrastrutturali, ha ben pensato di promuovere l’istallazione di una linea di tubi sotterranea per far scorrere il suo alcolico nettare. Ma, a quale scopo? La birra prodotta da Vanneste è una delle più amate di Bruges ma una serie di problemi tecnici stava portando a un rallentamento della produzione: la distilleria della città fiamminga, troppo piccola per ospitare anche la linea di imbottigliamento, era costretta a trasportare la birra sulle strette e impervie strade di Bruges, fino a un distaccamento situato in periferia, dove imbottigliare il prodotto.

Eccolo, con birra e tubo!
Eccolo, con birra e tubo!

Xavier Vanneste, esempio vivente del detto “fare di necessità virtù”, ha presentato, con l’appoggio dei funzionari della città, una petizione per la realizzazione dell’ardua impresa. I sostenitori sono stati tantissimi e sono stati raccolti fondi per 4 milioni di euro. Il consenso è stato altissimo dal momento che i cittadini di Bruges erano costretti a subire il via vai continuo dei camion della ditta dal centro alla periferia, ossia dal luogo di produzione a quello di imbottigliamento. L’assessore responsabile del territorio del comune di Bruges, durante la campagna in sostegno del progetto, ha stimato l’eliminazione del transito di oltre 500 camion all’anno nelle viuzze della città, pari all’85 % del traffico totale (il fatto che quest’alta percentuale di traffico fosse rappresentata esclusivamente dalle cisterne che trasportavano la birra, fa davvero pensare!). Il fattore ecologico ha fatto salire i consensi alle stelle.

Nell’estate 2016, le condutture di polietilene dal diametro di meno di un metro sono state messe in funzione ad una velocità di più di 1000 litri all’ora. Il biondo nettare, dunque, prima di essere imbottigliato nell’immediata periferia di Bruges, si fa un viaggetto di 3 km in 10/15 minuti…sotto terra.

“La birreria di Bruges scava dei canali sotterranei di 3 km per la birra”
“La birreria di Bruges scava dei canali sotterranei di 3 km per la birra”

La successiva trovata di Xavier Vanneste è a dir poco spiazzante: chi ha creduto nel suo progetto e fatto una donazione di minimo 8.400 euro, beneficerà, per il resto dei propri giorni, di 0,33 cl di birra al giorno.

 

A voi le conclusioni, gezondheid!!

 

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