VIVA ARTE VIVA: IMPRESSIONI VENEZIANE – di Fausto Jannaccone

Qual’é il ruolo dell’artista nella società? Qual’è la sua missione?

Michel Blazy

Se lo chiedete a me, io credo che l’artista contemporaneo sia chiamato ad interpretare il momento storico che lo circonda, leggerlo attraverso la propria sensibilità, quindi avanzare proposte e soluzioni per un domani possibile.
La Biennale di Venezia, in questo senso, rappresenta l’occasione per fare il punto su questa continua analisi sociale, la cartina di tornasole per un bilancio in itinere.  L’impressione personale è che in questi tempi sempre più instabili ed incerti anche il mondo dell’arte stia riflettendo profondamente, mettendo almeno in parte in discussione “da dove veniamo” e coscienti di “chi siamo” -ahi noi- provare a ripensare “dove andiamo”.

Il passato non è certo la prima volta che venga riesumato e vivisezionato dall’arte contemporanea: d’altro canto però, per molteplici aspetti, il severo giudizio e la parziale riscrittura dello stesso cui si assiste in laguna in questi giorni tradisce una condanna per molti capitoli della(e) nostra(e) storia(e) -colonialismo (Nuova Zelanda, Sud Africa, l’esordiente Antigua ad esempio), governi assolutistici (Russia, Peru, Korea), evoluzioni religiose (Malta, Finlandia)-.
La stessa mostra-evento di Palazzo Grassi e Punta della Dogana, parallela sebbene non inerente la Biennale vera e propria, ci presenta un divertito e divertente Hirst raccontarci la “sua” storia (del mondo, non personale). Ciò ad ulteriore conferma di questa necessità dell’arte di riscrivere la storia.

Roberto Cuoghi
Maria Lai
Gal Weinstein
Hajra Waheed

Preso quindi atto dello status quo, del punto dove siamo arrivati in questa folle corsa dell’umanità, si rivela necessario ed urgente trovare risposte, e direzioni da seguire: la soluzione che Venezia ci presenta prevede un po’ di sana utopia, ingrediente fondamentale nella piatto dell’arte, ma soprattutto tanta, tanta evasione dalla realtà e dalla razionalità.
È infatti la magia la vera protagonista di questa edizione; accanto troviamo il tema ambientale, molto presente, ma anche questo quasi sempre interpretato in maniera molto spirituale e primigenia, come una partecipazione arcaica e primordiale dell’uomo alla natura, dentro la natura, simbiotica nella piena etimologia del termine.
Il padiglione Italia, ad esempio, messo in piedi con ottimi risultati della Alemani, ed il cui nome è appunto “Il mondo magico”, fonda sulla ricerca antropologica di De Martino il suo percorso. Uno dei 9 capitoli del racconto messo in piedi dalla Macel è interamente dedicato all’arte di impronta Sciamanica. Maria Lai e Michele Ciacciofera, anche loro nel tronco principale dell’Arsenale, rispolverano le antiche tradizioni magiche della Sardegna; Peter Miller la magia del colore, Edith Dekyndt della Materia, Kader Attia del suono. Ne cito solo alcuni, ma l’intero Arsenale (colonna portante e vero valore della 57° edizione) è un’esperienza sensoriale e mistica. Addirittura più di una volta vengono stimolati sensi solitamente più marginali nella consueta fruizione dell’arte come tatto ed olfatto: infatti più di una volta ci imbattiamo in opere imperniate sulla corruzione dei materiali organici e le muffe generatesi.
Nel complesso forse non è una delle edizioni migliori tra quelle cui ho assistito, ma più per mancanze dei padiglioni nazionali, tra cui salverei Italia, USA, Grecia, Cuba e Tunisia con una sufficienza piena, risicata invece per Russia, Sud Africa, ed Israele.
La palma di vincitore assoluto la consegno alla dissacrante creazione di Nathaniel Mellors ed Erkka Nissinen che fanno del padiglione di Alvar Aalto il vero pezzo imperdibile di questa Biennale: non si sfioreranno picchi poetici, non se ne ha nemmeno l’ambizione, ma assolutamente si stacca dalla mediocrità circostante.
Una menzione è doverosa per due giovani artisti: Hajra Waheed e Taus Makhacheva.

In chiusura resta da ripetere soltanto, lapalissianamente, come comunque la Biennale dì Venezia sia un evento che non è permesso perdersi: Viva Arte Viva!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...