Cos’è Wunderbar

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GLI INTENTI

In una stanza, quella famosa Wunderkammer, venivano raccolti ed esposti quadri, reliquie, piante varie e oggetti esotici.

Così nasceva il concetto di studiolo come prototipo museale. E così noi oggi vorremmo rivalutare quell’idea di conservazione ed esposizione, per far sì che nell’arco di un primo anno si liberino le energie intellettuali e si percorrano le più svariate strade.
Iniziando dalla nostra città proponiamo dunque una rivalutazione artistica di quello che noi riteniamo essere un terreno fertile per troppo tempo dato per scontato e quindi sonnolente. Cantare di Siena attraverso i più variegati mezzi, dando la possibilità a una gioventù ancora in ombra di mostrare e diffondere la propria creatività artistica. I mezzi per fare ciò saranno molteplici, come molteplici sono le arti plastiche e visive atte alla riproduzione della natura e delle realtà sociali. La pittura ad esempio, come in questo nostro primo progetto, ma anche la fotografia o le più disparate rassegne, letture poetiche e incontri per riscoprire la letteratura locale, piccole mostre, qualche momento di musica dal vivo.
Tutto questo nel contenitore fisico del bar, quel “Caffè” che speriamo venga riscoperto nella sua accezione di spazio, di confronto, dibattito, scambio e disputa.
A questo affiancare un “deus ex macchina” che sarà un blog dove giorno per giorno affrontare e indagare le varie sfaccettature del panorama culturale che ci circonda, dal “km 0” al “nuovo mondo”.

Un gruppo di ragazzi, ognuno con specifici interessi e relative competenze sarà incaricato di esserne il motore nonché la stessa benzina del nostro progetto. Continuando nella metafora, l’associazione Wunderbar, potrà divenire in breve tempo, lo speriamo, una turbina capace di sollevare un violento soffio che spazzi via la polvere da una realtà assopita e faccia scaturire un ciclone di pensieri, proposte e realizzazioni che investa noi, i nostri amici, la gente comune e infine Siena tutta!
Poter parlare, poterci confrontare sarà il nostro primo obiettivo; idea su cui si fonda e da cui parte questo semplice e allo stesso tempo ambizioso progetto artistico-sociale, nella speranza di poter coinvolgere quante più persone possibile affinché avvenga una necessaria rivalutazione della nostra terra in ogni sua potenzialità intellettuale.

CANTO
Il recupero del meraviglioso e l’innesto di sentimenti circoscritti nell’universale.
Così muoviamo i primi passi incerti lungo la schiena della nostra terra sonnolente e che adesso necessitiamo liberare da antiche nebbie illusorie.

Questo non è un Manifesto vero e proprio, poiché non v’è disposto in esso di ingabbiare alcun intento entro prefissi misurini culturali.
Wunderbar altro non è che una necessità di aggregazione comunitaria.

Ciò che rumina questo bisogno è lo scandaglio della nostra peculiare realtà circostante, poiché nessuno difatti prescinde dal luogo dove cresce e si forma, nessuno sarà mai completamente libero dal demone dell’appartenenza. Lungi dal divenirne schiavi noi vogliamo nutrirlo e crescerlo, vogliamo liberarlo il demone dalla sua zoppia secolare per affidargli nuova linfa: rifiuto dell’ovvio che lo possiede, negazione del livellamento culturale ove esso è oggi costretto e costringe.

Il nostro demone, Siena, crediamo raccolga in sé il letargo senza sogni in cui giace, sia la forza per un nuovo inizio onirico. Questo suo dormire è cullato nei silenziosi tramonti di tetti rossi, come giacesse la vecchia città inerme tra guglie avvolte di foschia e stemmi opachi di nobiltà ormai scordate.
Ciò che NON vogliamo però è rompere l’incantesimo di cui si ciba e senza il quale morirebbe, aborriamo infatti lo sconvolgimento fine a se stesso e il brusco risveglio.

Noi soltanto stilliamo una prima goccia poiché la notte della città contenga in nuce anche un proprio sogno, una visione artistico-sociale che lentamente la rianimi. Non sappiamo dove questo piccolo rivo di dibattito e aggregazione vada a sfociare, né ci interessa guadarlo o indirizzarlo.
Ciò che ci preme è spargere nella comunità desertificata il polline della fioritura, tra l’inevitabile contemplazione del vissuto storico e una diversa vitalità aperta al mondo.

La Wunderkammer rinascimentale sarà la metafora per evocare l’inizio del nostro cammino. ‘Camera delle meraviglie’ dei secoli andati intesa adesso come immagine delle nostre interiorità, il cui piccolo museo è ancora da visitare. ‘Camera delle meraviglie’ immaginata poi come specchio della realtà circostante, laddove “naturalia” e “artificialia” da sempre convivono assieme. Siena stessa è questo specchio, contenitore di vecchi tesori intoccabili ma che sempre di più si fa oggi museo sfitto da celebrare tramite miseri rituali anonimi.

Al contrario vogliamo cantarne l’anima conflittuale e il medesimo conflitto interiore che ci smuove. Il Dentro e il Fuori dunque, entrambi da rivitalizzare, entrambi “luoghi” da rendere “pubblici”. Ecco ciò che infine mostriamo: la perenne tensione dialettica che sta nell’anima e che visibile nei luoghi precipui entro cui esistiamo.

Da Siena allora recuperiamo il bisogno di protezione e conservazione, eppure anche l’opposta proiezione e lo slancio nell’universale, provando come in ogni spirito possa convivere il celebrativo e il chiassoso, la memoria e l’avvenire.

Esterni dal contenitore ci affacciamo adesso per ammirarlo, onorarlo e riempirlo nuovamente. Partecipazione, aggregazione, idee, dibattiti vibranti, vitalità di piazze che apparivano vuote, ritrovi sociali, momento poetico e infine musica che celebri niente di grandioso e fatale, solo il semplice esistere lasciato per troppo tempo giacente.

L’uomo prima è meravigliato. Poi si muove.

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"L'uomo prima è meravigliato, poi si muove." (F. Hadjadj)

Mira, Milano

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