Archivi tag: clavicembalo

G.F. HAENDEL, SUITE PER CLAVICEMBALO

Haendel fece pubblicare la sua prima raccolta di Suites per tutelarsi dalle “copie surrettizie e inesatte”, probabilmente stampate senza il suo permesso da un editore di Amsterdam (il diritto d’autore viene riconosciuto solamente con la Convenzione di Berna nel 1886). È significativo che abbia dato loro un titolo francese , Suites de pièces pour le clavecin, e che gran parte dei movimenti di danza sia in elegante stile francese. Anche alcuni preludi mostrano un marcato carattere francese, dal momento che la notazione riporta accordi costruiti su note lunghe, destinati a essere estesi e abbelliti a piacere dal musicista.

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J.S. BACH, CONCERTI PER CLAVICEMBALO

I tredici Concerti per uno o più clavicembali e archi di Bach sono il frutto degli anni trascorsi a Lipsia ed è probabile che siano stati composti per essere eseguiti dal Collegium Musicum, di cui egli fu direttore tra il 1729 e il 1744. I brani sono spesso degli adattamenti di precedenti concerti per violino e vennero eseguiti in occasione dei concerti tenuti presso il Collegium dai figli di Bach, Wilhelm Friedemann e Carl Philipp Emanuel. Da un punto di vista storico, i Concerti per clavicembalo di Bach sono importanti per l’influenza esercitata nello sviluppo successivo del concerto per strumenti a tastiera, anche se solo uno di questi, il Concerto in do maggiore (BWV 1061), sembra essere un lavoro originale per due clavicembali. Questo brano fu definito dal biografo di Bach, Johann Nikolaus Forkel, “talmente innovativo che sembra sia stato composto ieri… L’ultimo Allegro è una fuga magnifica e rigorosamente lineare”.

J.S. BACH, IL CLAVICEMBALO BEN TEMPERATO

Bach raccolse i due libri composti da 48 Preludi e Fughe in diversi periodi della sua vita: solo il primo, risalente al 1722, porta il titolo Das wohltemperierte Klavier (Il clavicembalo ben temperato), mentre il secondo fu probabilmente completato all’inizio degli anni ’40 del Settecento. “Ben temperato” significa ben accordato: infatti, all’epoca di Bach venivano utilizzati vari tipi di accordature di cui non conosciamo le caratteristiche esatte. Gli strumenti a tastiera, non potendo variare con precisione l’intonazione di ogni nota, dovettero adottare un sistema di “temperamento”. E’ una questione che egli stesso lascia aperta; anche la parola “Klavier” utilizzata da Bach è ambigua e non designa un preciso strumento a tastiera.

Preludio e Fuga n. 2

Preludio e Fuga n. 4