W.A. MOZART, SINFONIA N. 41 “JUPITER”

Il celebre “titolo” dell’ultima sinfonia di Mozart (“Jupiter”), non venne scelto dal compositore; più probabilmente l’idea fu dell’editore Johann Baptist Cramer, operante nel XIX secolo, ma ben si addice al carattere “divino” dell’opera, che si manifesta fin dalle ampie ed energiche battute iniziali del Tutti. Il primo movimento si snoda attraverso una profusione di materiale tematico che abbraccia sia la spavalderia militaresca che un elegante lirismo; uno dei temi è un’elaborazione dell’aria per basso, Un bacio di mano (K541), scritta da Mozart in precedenza. I violini con sordina conferiscono all’Andante cantabile una sottile malinconia sovrannaturale, ma il minuetto che segue restituisce alla composizione una disposizione assertiva. L’Allegro molto, che conclude la sinfonia, culmina nella brillante mescolanza di non meno di cinque temi diversi, prima di correre verso una trionfante conclusione in un tripudio di trombe e timpani.

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