SARANNO FAMOSI – prima puntata – di Ferruccio Palazzesi


saranno1Rottamatori e rottamati, gioventù al potere, ricambio generazionale e “dobbiamo aver fiducia nei giovani!”… Ma chi sono questi giovani? Ve lo spieghiamo noi con la nuova rubrica SARANNO FAMOSI

 

 

 

CARTA D’IDENTITÀ

– Nome e Cognome: Alessandro Perrone

– Data e luogo di nascita: Siena, 29/04/1982

– Occupazione: Medico (Specialista in Geriatra)

– Cittá/Paese di residenza (oggi): Siena, Follonica….e parecchia automobile

Lingue parlate: Italiano (con forte inflessione senese!), Inglese

– Contrada: Selva

– Motto, frase preferita: A tavola non si invecchia

 

 

PERCORSO DI STUDIO E DI VITA

Nato in via dei Fusari e cresciuto tra Contrada e Costone. Transitato dalle scuole “A. Saffi” (elementari), “San Bernardino” (medie) e “Piccolomini” (liceo classico) e, infine, approdato nel 2001 alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Siena. Laureato nel 2007, nel 2008 sceglie la Scuola di Specializzazione in Geriatria, dove prende il diploma nel 2012. Durante questo periodo partecipa attivamente a diversi progetti di ricerca. Uscito dalla Scuola di Specializzazione lavora come Dirigente Medico presso Medicina Interna nell’Ospedale di Volterra per tutto il 2012. Nel 2013 collabora con le cliniche “Ulivella e Glicini” e “Villa delle Terme” a Firenze. A Settembre dello stesso anno approda all’ASL 9 di Grosseto dove lavora come Geriatra Territoriale per il distretto di Orbetello.

 

 

La comoditá del web, e la scomoditá di vivere lontani, mi permette di incontrare Alessandro solo virtualmente, ma in realtá ci conosciamo da una vita. Ragazzo allegro e solare, capelli rossi e faccia sveglia, e da sempre serio e preparato su quella che potremmo definire una passione più che un lavoro: Medicina. Mi ricordo ancora come, ormai anni fa, stette con un suo collega una sera intera a parlare di cosa poter fare e come poter affrontare al meglio un caso arrivato in ospedale. Entrambi avevano staccato, erano a cena, ma il cervello era lí con il malato. Inevitabile quindi parlare con lui di questa sua passione, del mondo che lo circonda e da come tutto e iniziato.

Questa mia passione per il lavoro che ho la fortuna di fare inizia da idealismi giovanili, che purtroppo sono stati un po’ disillusi con il passare del tempo. Devo, peró, ammettere che anche la serie a cartoni “Esplorando il Corpo Umano” ha contribuito a questa mia scelta…

 

Passiamo subito dagli inizi alla fine, come lo vedi il tuo futuro?

Per ora lo vedo un po’ fumoso. Come tanti altri ragazzi come me, vorrei avere più stabilità e poter mettere le basi per progetti importanti, sia per quanto riguarda la vita privata che quella professionale. La speranza ovviamente é anche quella di riuscire a riavvicinarsi a Siena (o nei paraggi). Oggi tutti questi progetti mi sembrano lontani, ma un domani chissà..

 

Alleggeriamo per un attimo il tono della conversazione e parliamo di serie TV di medici/infermiere/ospedali ecc..rappresentano esse la realtá? Sono sceneggiati utili o dannosi?

Sono come vedere uno spettacolo teatrale: devono incantare, emozionare e coinvolgere ma non rappresentano assolutamente la quotidianità ospedaliera. Ed identificare la finzione del piccolo schermo con la realtà dei fatti può creare dannose aspettative non realistiche, e questo vale per le fiction sui medici come per quelle su avvocati, carabinieri, operai, chimici ecc. In ogni caso, devo dire, che la serie televisiva che più si avvicina alla realtàè sicuramente “Scrubs” (notate bene: una commedia).

 

Quale é la cosa che ti piace di più del tuo lavoro?

Sicuramente il rapporto umano con i pazienti ed i loro familiari. Esso é però una moneta a due facce: se con il degente si creano dell’incomprensioni e delle diffidenze, il rapporto può diventare la cosa peggiore da gestire.

 

Quale é, invece, il vero problema maggiore del tuo lavoro?

Il problema è “banale” e comune a tutti i settori: i soldi. Per le assunzioni, per la formazione, per le strutture (posti letto, strumentazione, liste d’attesa …), per la ricerca ecc.… Ovviamente il primo a risentirne é il cittadino, ma anche chi nella sanità ci lavora, si trova costretto a sopperire quotidianamente alle lacune strutturali del sistema sanitario. E non si risolve tutto apportando tagli alla spesa sanitaria, ma anche e vorrei dire soprattutto ripartizionando: in Italia si spende tanto di burocrazia quanto di assistenza.

 

Sembra, ad un occhio non esperto e non nellambiente come il mio, che comunque si stiano facendo molti tentativi di regolamentare e migliorare almeno il sistema universitario medico. 

ll problema é che le regole sono in perenne evoluzione: quello che si sente dire oggi viene ritrattato domani. Negli ultimi 20-30 anni c’è stata una riforma continua, quasi annuale, del sistema universitario e degli ordinamenti. La strada giusta dovrebbe essere, invece, quella di passare da una seria fase di studio della realtà universitaria e del mondo professionale (non politicizzata ed abbastanza lunga da avere presente l’intera realtà delle problematiche) e solo dopo questa fase  pianificare e mettere in pratica nuove regole, chiare e definite.

 

Dopo questo discorso sui massimi sistemi, guardiamo un po anche nellorto di casa nostra..cosa ne pensi delle voci (spostamento, rinnovo ecc..) e della situazione dellOspedale di Siena?

Alle voci sinceramente non saprei a quale dare credito. Certamente le cose sono molto cambiate rispetto a 10-15 anni fa: siamo in forte affanno rispetto ad altri poli ospedalieri universitari toscani, sia dal punto di vista dei servizi di alta ed altissima specializzazione proposti, che come ricerca e formazione universitaria/specialistica. Perché non siamo più attraenti per le grandi professionalità e per i nomi importanti in ambito accademico? Perché non ci interessa spendere per la formazione di nuovi specialisti di alto livello su cui investire a lungo termine? Perché ospedali non universitari della nostra area hanno apparecchiature ed aree di competenza talvolta più avanzate rispetto a Siena?

 

E finiamo con una domanda marzulliana..fatti una domanda e datti una risposta.perrone

– Hai fatto i compiti?

– Chiaramente no…

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